Lungo il corso dell'Olona, nel XVII secolo, si contavano circa 16 diversi mulini per la lavorazione del grano. Nel censimento del 1881, il Molino Prepositurale era annoverato tra i più importanti della zona insieme ad altri impianti storici come il mulino Franceschelli e il mulino Cecchetti. L'edificio ha mantenuto la sua operatività per tutto il Novecento, fino al progressivo spegnimento degli impianti avvenuto intorno agli anni '60.
Il complesso è un nucleo composto da diversi corpi di fabbrica:
• Il corpo mulino (produttivo): è l'edificio principale che ospitava la sala macchine e le macine per il grano. Strutturalmente presenta l'antico affaccio e il sistema di canalizzazione per sfruttare la forza motrice dell'acqua tramite la roggia molinara derivata dal fiume Olona.
• I fabbricati residenziali: strutture destinate storicamente all'abitazione dei mugnai e dei lavoratori agricoli. Sono fabbricati in muratura continua, tipici dell'architettura rurale e delle corti lombarde.
• I rustici e depositi: magazzini e stalle originariamente utilizzati per lo stoccaggio dei sacchi di grano, delle farine e per il ricovero dei mezzi di trasporto agricoli.
L'area è stata al centro del progetto "L'Olona entra in città" portato avanti da ERSAF, che ha previsto il ripristino della roggia molinara e una massiccia piantumazione per il riequilibrio ecologico e forestale lungo le rive del fiume.