Rieti, cuore pulsante della Valle Santa, custodisce nel suo tessuto urbano due gioielli che raccontano non solo la storia dell'architettura religiosa, ma l'anima stessa del francescanesimo: le chiese di San Francesco e di Santa Chiara. Questi edifici costituiscono i pilastri di un’identità cittadina che grazie ai restauri in corso sta finalmente tornando a splendere dopo tanti anni di chiusura. La chiesa di San Francesco, situata a ridosso del fiume Velino, venne fondata ne 1245 e consacrata nel 1253, si presenta con una facciata sobria in pietra, ingentilita da un portale strombato e da un bel rosone centrale. L'interno, a croce latina, colpisce per l'altezza delle sue campate e la purezza delle linee. I pregevoli affreschi trecenteschi alcuni dei quali attribuibili al contesto giottesco che narrano la vita del Poverello d'Assisi sono stati staccati nei decenni passati per salvarli dall’umidità risalente dall’adiacente fiume, recentemente restaurati sono in cerca di una collocazione definitiva. Nonostante le trasformazioni barocche subite nel tempo, i restauri del XX secolo hanno cercato di restituire alla chiesa la sua originaria severità medievale. La chiesa è stata lungamente chiusa al pubblico a causa di problemi strutturali aggravati dagli eventi sismici, lasciando la piazza antistante priva del suo naturale punto di riferimento spirituale. In luogo dell’antico convento oggi sorge il liceo scientifico; dell’antica struttura rimane il chiostro seicentesco. Poco distante sorge la chiesa di Santa Chiara, annessa all’antico monastero delle clarisse fondato nel XIII secolo. L’attuale edificio ecclesiale risale alla fine del XVI secolo ed è affiancato da un’imponente torre campanaria. La facciata è semplice, quasi nascosta dal fatto di trovarsi al di sotto del livello stradale, ma l'interno rivela un’armonia barocca sovrapposta alla precedente struttura medievale da cui ancora emerge chiaramente la devozione claustrale. Anche questo edificio, come il compagno francescano, è attualmente oggetto di necessari interventi di messa in sicurezza. Il legame tra la città di Rieti e questi luoghi è celebrato ogni anno durante il Giugno Antoniano dalla solenne Processione dei Ceri in onore di Sant’Antonio di Padova che partiva proprio dalla chiesa di San Francesco. Questo evento non è solo un rito religioso, ma un'esplosione di partecipazione popolare: migliaia di fedeli attraversano le vie della città tra petali di fiori e preghiere. La chiusura della chiesa di San Francesco ha ferito questa tradizione, privandola della sua "casa" naturale e costringendo a spostamenti logistici che i cittadini vivono con una punta di nostalgia. L’importanza di queste due chiese trascende i confini urbani. Rieti è il perno del Cammino di Francesco, il pellegrinaggio che collega i quattro santuari della Valle Santa (Greccio, La Foresta, Poggio Bustone e Fonte Colombo). Inserire stabilmente San Francesco e Santa Chiara in questo circuito sarebbe auspicabile per completare un percorso al contempo turistico e spirituale. L’idea più suggestiva riguarda la canonica adiacente alla chiesa di San Francesco. Oggi questo edificio e l’area verde adiacente versano in uno stato di grave degrado, fatiscente e al momento inutilizzato. Eppure la sua posizione strategica lo renderebbe il candidato ideale per trasformarlo in un centro di accoglienza e di raccordo per i pellegrini. I restauri attualmente in corso nelle due chiese sono il preludio ad una meritata rinascita e sono fondamentali per attivare un motore culturale capace di attrarre visitatori da tutto il mondo e trasformare Rieti in una vera capitale mondiale del messaggio francescano.
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