IL SAGRATO - CIMITERO SETTECENTESCO

BORGO SAN GIACOMO, BRESCIA

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IL SAGRATO - CIMITERO SETTECENTESCO
Il cimitero settecentesco noto come Sagrato sorge a nord della chiesa parrocchiale di Borgo San Giacomo, nel nucleo storico dell’abitato. Costruito tra il 1769 e il 1778, rappresenta un tardo esempio della tipologia cimiteriale a quadriportico di derivazione medievale. La paternità dell’edificio è ancora sconosciuta, mentre sono note le circostanze storiche che portarono alla sua costruzione. Fin dal 1759 la comunità di Gabiano, antico nome del paese, rivolse al governo della Serenissima ripetute richieste per ottenere l’autorizzazione a costruire un nuovo cimitero, in sostituzione della ristretta area adiacente alla parete nord della chiesa parrocchiale. Le istanze sottolineavano l’insufficienza del camposanto esistente, le esalazioni insalubri, il disagio degli abitanti e i rischi per la salute pubblica, esprimendo una sensibilità nuova nei confronti della morte e delle condizioni igieniche, legata anche alla diffusione delle idee illuministiche. Pur riprendendo una tipologia architettonica consolidata, il nuovo cimitero rispondeva quindi alle esigenze sanitarie dell’epoca. I defunti non venivano più inumati in fosse comuni nel terreno racchiuso dal chiostro, come negli esempi medievali, ma deposti in vani ipogei ricavati sotto la pavimentazione del portico. Il Sagrato ospita infatti 19 sepolcri collettivi, accessibili attraverso botole chiuse da sigilli circolari in marmo. Sul lato nord alcune lapidi riportano epigrafi datate 1777 e indicano le diverse categorie cui erano destinate le sepolture: donne, uomini, bambini, forestieri, membri della Corporazione del Corpo di Cristo, distinti per sesso, e assassini. Le restanti tombe, distribuite nei portici sud e ovest, non presentano epigrafi, ma almeno sei sepolcri risultavano destinati a specifici nuclei familiari. Dal punto di vista architettonico, il cimitero è costituito da un portico a pianta rettangolare articolato in 28 campate a base quadrata, coperte da volte a crociera. Il perimetro esterno si presenta come una cortina continua, interrotta soltanto dal portale d’ingresso e da due finestre. I fronti interni sono scanditi da archi a tutto sesto impostati su colonne tuscaniche in marmo. La successione delle arcate è ritmata da sei campate monumentali, trattate come vere e proprie edicole, nelle quali l’arco è inquadrato da pilastri compositi coronati da trabeazione e frontone triangolare. Il Sagrato costituisce un raro esempio di cimitero urbano ancora conservato. L’editto di Saint-Cloud, esteso ai territori italiani dell’Impero napoleonico nel 1806, impose infatti il trasferimento dei cimiteri al di fuori dei centri abitati, rendendo progressivamente obsolete molte strutture preesistenti, che furono poi smantellate. Il cimitero di Gabiano, invece, pur cadendo in disuso, non venne demolito. La sua costruzione era stata finanziata attraverso offerte volontarie della comunità, che rimase profondamente legata all’opera e si mostrò inizialmente riluttante ad abbandonarla e, in seguito, a consentirne la demolizione. Ancora oggi il quadriportico torna a vivere nei mesi estivi come scenario di spettacoli e rassegne musicali, mantenendo forte il legame tra la comunità e questo spazio storico. Il Comune, divenuto proprietario dell’edificio da pochi anni, ha già finanziato il risanamento delle coperture del portico, ma il complesso necessita ancora di un intervento complessivo di restauro conservativo. Anche la candidatura al censimento “I Luoghi del Cuore” nasce con questo obiettivo: rafforzare l’affezione della comunità verso questo luogo, farne conoscere il valore a un pubblico più ampio e contribuire a richiamare l’attenzione delle istituzioni e delle realtà locali sulla necessità della sua conservazione e del suo recupero.
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