«Arrivati al detto luogo, cagiona a chiunque una forte sorpresa il vedere tutto ad un tratto un Antro, o Cratere di antica voragine estinta, della grandezza non già dell’Anfiteatro Flavio, ma bensì più di un miglio di circuito tutto attorniato di foltissimi boschi, ove se taluno azzardasse a discendervi per un tratto, ed a proferirvi parola, ne sente ripercuotere un sonoro, e quasi spaventevol’eco». Così Giuseppe Antonio Guattani, nel secondo volume di suoi “Monumenti Sabini” del 1828, racconta il Revotano, la dolina carsica nel territorio di Roccantica che candidiamo a Luogo del Cuore nel Censimento Fai 2026.
E in effetti anche due secoli dopo quel 1828 l’impressione è sempre la stessa del Guattani. Una volta arrivati sul posto, quando ci si affaccia al belvedere sull'orlo della voragine (che ha un diametro di circa 250 metri, per una profondità di 130), la reazione di tutti (o quasi: chi non reagisce così è perché è già stato lì) è quella di spalancare gli occhi e la bocca in un lungo “oh” di meraviglia.
Il Revòtano è una delle più imponenti doline carsiche del centro Italia. Per secoli si pensò fosse un vulcano estinto, ma in realtà si tratta di una dolina di crollo, un “cratere” creatosi quando l’enorme cavità provocata dallo scavo delle acque sotterranee è collassata sotto il suo stesso peso.
Secondo la leggenda, il borgo primitivo di Roccantica si trovava proprio in questa zona. A causa della malvagità e della scarsa fede degli abitanti, il villaggio sarebbe sprofondato per volere divino. Solo una donna e il suo bambino si salvarono, poiché erano scesi al torrente sottostante per lavare i panni. Una voce misteriosa li avvertì del pericolo imminente con la frase: “Corri bionda, che la terra si sprofonda!”. Grazie a questo avvertimento, riuscirono a mettersi in salvo fuggendo sul colle dove oggi sorge l’attuale Roccantica, dando così origine al nuovo insediamento.
Oggi, quando si scende all’interno dell’immensa cavità per un sentierino a ripidi tornanti, i massi giganteschi sparsi su tutto il fondo (l’antica volta della caverna crollata nella notte dei tempi) e l’intrico di piante rigoglioso e indescrivibile, con lunghi festoni di muschio che scendono dagli alberi, a molti richiamano in mente il pianeta di Avatar; ai più anziani il mondo perduto di Conan Doyle.
Un luogo magico, il Revotano, uno dei più suggestivi e misteriosi del territorio sabino, un luogo dall’ecosistema delicato che va custodito e salvaguardato per tutti quelli che verranno dopo di noi.