GROTTE RUPESTRI DI VERZINO

VERZINO, CROTONE

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GROTTE RUPESTRI DI VERZINO

Ai piedi della Sila, nell’entroterra del marchesato Crotonese, le Grotte Rupestri di Verzino offrono un viaggio nella Storia dei Millenni passati, quando le civiltà italiche vivevano in grotta. Sentieri storici si inerpicano sui vari livelli di grotte che nei secoli hanno ospitato civiltà antiche e che oggi raccontano storie e leggende di straordinaria bellezza. Situato a Verzino, nell’alto marchesato Crotonese, il Sito rappresenta l’esempio più significativo di insediamento rupestre e costituisce il nucleo fondante del borgo. Da poco riconosciuto come “Riserva Naturale Regionale del Fiume Vitravo e delle Grotte Rupestri di Verzino”, di sicuro, è uno scrigno di storia della civiltà antica che merita una visita per la bellezza e l’unicità del luogo e ancor più per la possibilità di godere della vista di un panorama straordinario sulla valle del fiume Vitravo. Che Verzino (antica Vertinae) abbia origini antichissime e fosse già popolata in tempi preistorici, lo testimoniano i numerosi rinvenimenti nel suo territorio di manufatti litici, di fibule e fermagli in bronzo, di monete di varie epoche, di vasi di diverse fogge con figure o semplici disegni geometrici conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Crotone. E’ noto che, prima che da noi arrivassero i Greci, piccole tribù indigene, genericamente dette enotriche, vagavano nomadi per le colline presilane - ricche di fauna, vegetazione e di acqua - vivendo di caccia e di pastorizia. Questo suggestivo insediamento scavato nella roccia fu anche antica dimora dei Monaci Basiliani. Sotto la dominazione Bizantina (553 d.C – 1.059 d.C), infatti, il sito rupestre conobbe la sua epoca più intensa e lo stesso venne conformato secondo le esigenze dei monaci basiliani, che lo abitarono e ne canalizzarono le acque piovane in cisterne sotterranee. Nei secoli, le Grotte sono state abitate da interi nuclei familiari ed hanno conosciuto diversi utilizzi: fino agli anni 50 del 900 vi erano ancora nuclei familiari che le hanno abitate per poi essere utilizzate come ricovero per gli animali da allevamento. Agli inizi degli anni 80 sono state abbandonate all’incuria ed al degrado. Solo nel primo decennio del 2000 sono state ripulite e rese fruibili al pubblico. Oggi, l’habitat rupestre, perfettamente integrato nell’ambiente naturale, contribuisce tuttora a creare un paesaggio estremamente suggestivo.

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