Si tratta di un eremo di antica origine, situato su una collinetta a 118 m. s.l.m., che si raggiunge a piedi dal centro della città di Messina (Provinciale), percorrendo la stretta via di Valle degli Angeli all’interno del Villaggio di Gazzi Fucile. L'Eremo Madonna degli Angeli è un vero e proprio gioiello dove si fondono armoniosamente fede, storia e arte. Secondo lo storico C.D. Gallo, già nel 1685 esisteva, in questo luogo, un oratorio dove dimorava l’eremita P.Giovan Battista di Pino proveniente da Matera e qui giunto per condurre vita da penitente, secondo la regola di S. Pacomio ( IV sec.) e a lui, nel tempo , si unirono altri penitenti che ingrandirono la piccola chiesa. Le vicende dell’Eremo si intrecciano con quelle della storia dei tempi: la rivoluzione antiborbonica del 1848 con gravi conseguenze sul territorio di Gazzi; le leggi del 1866 del giovane Stato unitario che sopprimono gli Ordini religiosi e confiscano i beni ecclesiastici. Nel 1900 l’Eremo viene annesso al Seminario, il terremoto del 1908 lo danneggia seriamente e restaurato dopo il sisma, viene affidato a Don S. Russello fino alla sua morte (1966). Ormai ridotto in condizioni molto precarie, torna a vivere per iniziativa dell’Arcivescovo Mons. Francesco Fasola che nel 1968 lo affida alla Famiglia Religiosa delle Collaboratrici di Gesù Crocifisso, Società di Vita Apostolica, la cui opera ed accoglienza procede ancora oggi grazie alle due sorelle Giuseppina e Maria Casciana che se ne prendono amorevolmente cura. La chiesa si presenta con un delizioso portale settecentesco nella facciata, e con l’abside rivolta ad oriente, e si affaccia sull’ampio sagrato, dove al centro vi è il vecchio Pozzo di forma ottagonale, in pietra bianca e mattoni, ai lati del quale è incisa la data 1773. All'interno diverse opere di notevole pregio artistico: un prezioso dipinto "S. Maria degli Angeli" attribuito dal Gallo a Polidoro da Caravaggio; un'antica acquasantiera in marmo bianco, lavorato a rilievo raffigura in alto S. Maria degli Angeli, mentre in basso, in parte rovinati, sono ripresi S.Pacomio, il corvo e il penitente; l' Ecce Homo, mezzobusto ligneo probabilmente opera del cappuccino fra Umile da Petralia
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