COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN LORENZO

NAPOLI

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COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN LORENZO
Dietro la facciata barocca del complesso di San Lorenzo Maggiore di Napoli si nasconde una delle chiese gotiche più importanti dell’Italia meridionale. Qui è possibile intraprendere un emozionante viaggio a ritroso nel tempo, nella Napoli Greco-Romana. L’accesso principale è in piazza San Gaetano, punto d’incontro tra la caratteristica via dei presepi, via San Gregorio Armeno, e la vivacissima via dei Tribunali. La Basilica è dedicata a San Lorenzo martire; il santo bruciato vivo su una graticola nel 258 durante la persecuzione di Valeriano. Pare che le sue ultime parole furono “Assum est, versa et manduca” ovvero “(il corpo) è arrostito, giralo dall’altra parte e poi mangia“. Abbraccia un arco temporale ampio 25 secoli, a partire dal periodo greco romano fino al ‘700/’800. La Basilica di San Lorenzo Maggiore viene costruita secondo l’inconfondibile stile gotico francese intorno al 1270-75 grazie all’iniziativa e ai finanziamenti del re Carlo I d’Angiò. A dire il vero la storia del complesso monumentale è molto più antica. In questo luogo esisteva già una basilica paleocristiana risalente al VI secolo donata ai frati francescani nel 1234. Qui vi hanno lavorato artisti come Massimo Stanzione, Tino da Camaino, Cosimo da Fanzago, Francesco De Mura, Colantonio e Simone Martini. La pianta attuale della basilica di San Lorenzo Maggiore è a croce latina con una grande navata centrale e 23 cappelle laterali. All’esterno è possibile ammirare un bellissimo portale gotico, che conserva gli originali battenti lignei trecenteschi. Di stile barocco sono la facciata e la controfacciata, opera di Ferdinando Sanfelice; dello stesso stile anche la cappella Cacace e il cappellone di Sant’Antonio, opera di Cosimo Fanzago. A San Lorenzo Maggiore sono sepolti numerosi membri della casa reale angioina, tra cui la prima moglie del duca Carlo di Calabria, Caterina d’Austria. Ma anche la tomba di Giambattista Della Porta, e il Monumento funebre di Ludovico Aldomorisco. Sopra l’altare maggiore sono visibili le statue dei santi Lorenzo, Antonio e Francesco; sulla parte inferiore sono raffigurati Il Martirio di San Lorenzo, San Francesco con il lupo di Gubbio e Sant’Antonio che parla ai pesci. A destra della chiesa, attraverso un elegante portale quattrocentesco, si accede al convento e al chiostro settecentesco; sulle pareti sono collocati alcuni monumenti sepolcrali. Sulla facciata esterna si notano gli stemmi dei Sedili di Napoli, ognuno corrispondente ad una zona della città. Il chiostro ed il convento di San Lorenzo sono stati i testimoni dell’incontro tra Giovanni Boccaccio e la sua musa ispiratrice Fiammetta, la fascinosa Maria d’Aquino, figlia del re Roberto d’Angiò. La posizione centrale del campanile ha fatto sì che la chiesa si trovasse svariate volte nel mezzo di importanti eventi storici. Fu protagonista anche della rivoluzione guidata da Masaniello, durante la quale i suoi fedeli la presero d’assalto e la utilizzarono come avamposto di artiglieria contro gli spagnoli. Dal chiostro si accede direttamente agli scavi archeologici di San Lorenzo Maggiore. Sotto la chiesa, infatti, si estende, a circa 10 metri di profondità, una vera e propria area archeologica. E’ un cardine di epoca romana perfettamente conservato sul quale si affacciano alcune antiche botteghe facenti parte del macellum (mercato) di epoca romana. Lungo il percorso si affacciano varie botteghe; una di queste probabilmente era l’Aerarium, il luogo dove veniva custodito il tesoro cittadino. Il percorso di visita permette di scoprire un Criptoportico (mercato coperto) perfettamente conservato; con la sua architettura testimonia il concreto passaggio dalla Napoli greca a quella romana. Inaugurato nel 2005, il Museo dell’Opera conserva i resti archeologici della Neapolis greca. Con dipinti, antichi abiti monacali e arredi del monastero risalenti al Settecento e all’Ottocento
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