Lo spedale dei S.s. Luca ed Ercolano, con l'attigua chiesetta, fu fondato nella seconda metà dell'XI secolo da S. Allucio, un allevatore di bovini che, seguendo il Vangelo, decise di attivare presso la propria abitazione un luogo di accoglienza per i pellegrini che transitavano sulla vicina Via Lucensis-Pistoriensis, la Cassia-Clodia di epoca romana, e tutte le persone bisognose che avessero bisogno di cibo e ristoro. Allucio si circondò di collaboratori, i cosiddetti "fratres Allucii", una sorta di congrega di laici che lo aiutava nell'impresa caritatevole. Allucio fondò un altro spedale sul Montalbano ed eresse un ponte sull'Arno nei pressi di S. Croce. Ben presto, si circondò di un'aurea di santità, che gli sarà riconosciuta dalla Chiesa cattolica dopo la morte, avvenuta il 23 ottobre 1134. Dopo la gestione dei "fratres Allucii", nel XIII secolo lo spedale passò ai Cavalieri del S. Sepolcro di Gerusalemme, che lo mantennero in funzione sino al 1785, in cui fu soppresso dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo. Con la soppressione dello spedale, fu sconsacrata anche la vicina chiesa, dov'erano custodite le spoglie di S. Allucio, trasferite presso il vescovato di Pescia e poi collocate nel Duomo della città. Lo spedale e la chiesa furono ridotti a casa colonica con annessi. Nel 1944, un massiccio bombardamento che investì il vicino viadotto ferroviario distrusse gli antichi edifici. Successivamente, utilizzando i materiali di risulta, fu costruito un nuovo edificio colonico. Rimangono tracce dell'antica chiesa.