Nel cuore della città antica di Tarquinia, nella parte alta del centro storico, la Chiesa di San Francesco rappresenta uno dei luoghi più significativi della storia, della memoria e dell’identità della comunità tarquiniese.
È un luogo che attraversa i secoli e che ancora oggi conserva la traccia di una presenza francescana profondamente radicata nel territorio. La presenza dei Francescani a Tarquinia è documentata già dal XIII secolo e la costruzione dell’attuale chiesa viene collocata tra la fine del Duecento e l’inizio del Trecento. L’edificio sorse nei pressi di un antico oratorio dedicato alla Santissima Trinità e fu da sempre legato alla vita della comunità francescana.
La sua architettura racconta una parte importante della storia medievale di Tarquinia. La facciata, semplice e austera, unisce elementi romanici e gotici: il portale con i suoi archi ogivali è sormontato da un rosone, mentre all’interno lo spazio è articolato in tre navate, con transetto e tre absidi. Le volte, i pilastri in macco, la caratteristica pietra locale, e le cappelle laterali testimoniano le diverse fasi della vita dell’edificio e le trasformazioni che si sono succedute nel corso dei secoli.
Particolarmente significativa è la presenza delle cinque cappelle sul lato destro della chiesa, aggiunte tra il Quattrocento e il Cinquecento, dedicate al Beato Giovanni da Triora, all’Immacolata, a Sant’Antonio da Padova, al Presepe e ai Caduti. Anche il campanile, costruito a partire dal 1612, racconta una fase successiva della storia del complesso.
La chiesa custodisce inoltre una memoria devozionale antichissima: secondo la tradizione, dal 1437 vi sono conservate le reliquie di quattro santi provenienti dalla Palestina, traslate a Tarquinia per iniziativa del cardinale Giovanni Vitelleschi e ritrovate nel corso dei lavori di sistemazione dell’altare nel 1961.
Ma l'intero complesso non è soltanto un monumento. È un luogo vissuto.
Per secoli la chiesa e il convento hanno costituito uno spazio di preghiera, incontro, educazione e vita comunitaria. Il complesso conventuale, con il suo chiostro e il pozzo rinascimentale, è parte integrante di questa storia. I locali del convento hanno avuto anche una lunga funzione educativa, ospitando fino alla fine degli anni Settanta il Liceo Scientifico Galileo Galilei.
È proprio questa stratificazione di storia, arte, fede, memoria e vita quotidiana a rendere San Francesco un autentico “Luogo del Cuore”: un luogo che non appartiene soltanto al passato, ma continua a vivere nella memoria e nell’affetto degli abitanti di Tarquinia e di quanti, nel corso degli anni, lo hanno frequentato.