La Chiesa di San Francesco d’Assisi fu fondata nel 1614 contemporaneamente all’annesso convento, sorto su un antico luogo di culto dedicato a Santa Maria del Carmine: inizialmente un romitorio, poi trasformato in convento con chiesa. Questo complesso rappresenta una delle testimonianze più significative della presenza francescana in Basilicata e custodisce una pagina fondamentale della storia religiosa, culturale e artistica del territorio. La chiesa, originariamente a navata unica, venne ampliata nel 1769 con una navata laterale in stile barocco. Al suo interno si aprono nicchioni laterali con altari a uno o tre fornici, decorati con eleganti volute e motivi fitomorfi in stucco, espressione della raffinata cultura artistica settecentesca. Lungo le pareti si conservano inoltre tracce di antichi affreschi successivamente ricoperti da decorazioni rococò; parte di queste pitture è attribuita alla bottega di Pietro Antonio Ferro, celebre pittore originario di Ferrandina. Durante i restauri sono emersi sepolcri di grande interesse storico, tra cui quello della nobildonna Maddalena Ridola, ricordata dal marito attraverso una suggestiva epigrafe poetica. Sotto il pavimento della chiesa si sviluppano inoltre ambienti ipogei utilizzati come luoghi di sepoltura, che contribuiscono ad accrescere il fascino e il valore storico del complesso. Il convento era organizzato su due livelli: al piano inferiore si trovavano il refettorio, la cucina e la focagna, mentre il piano superiore ospitava ben 24 celle per i religiosi. Al centro del complesso si apriva un elegante chiostro ad arcate con pozzo centrale, cuore della vita conventuale. Di straordinaria importanza era anche la biblioteca, ricca di testi di patristica, teologia e morale, che rese il convento un importante centro di diffusione culturale nella provincia di Basilicata. Qui si svilupparono vivaci dispute teologiche e un intenso fermento religioso, in un’epoca caratterizzata dalla crescita degli ordini mendicanti, in particolare francescani, domenicani e cappuccini. Il convento rimase attivo fino al 1809, quando venne abbandonato in seguito alle leggi napoleoniche che portarono alla soppressione di numerosi ordini religiosi. Oggi la chiesa è sconsacrata e priva degli arredi originari, trasferiti nella Chiesa di Santa Chiara, ma continua a conservare una forte identità storica e simbolica. Questo luogo, che per lungo tempo ha versato in condizioni di forte degrado, merita oggi di essere tutelato e valorizzato, anche in occasione delle celebrazioni dedicate a San Francesco d’Assisi. La Chiesa e il Convento di San Francesco rappresentano infatti non solo un prezioso patrimonio architettonico, ma anche un autentico luogo della memoria collettiva, capace di raccontare secoli di fede, cultura, arte e vita comunitaria nel cuore della Basilicata.
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