La Chiesa di San Lorenzo a Monte sorge sul Colle di Covignano, costituito da una serie di alture: Scolca, La Carletta, Monte di Mezzo, le Grazie e San Lorenzo a Monte. Questi luoghi sono abitati fin da tempi remotissimi; il mare un tempo arrivava fin qui e, ritirandosi, ha lasciato depositi di sabbia consolidatisi nei secoli in rocce arenarie dal caratteristico colore dorato. Nel corso del tempo si sono succedute diverse civiltà: Villanoviani, Etruschi, Celti e infine Romani. L’area è inoltre caratterizzata dalla presenza di varie sorgenti ancora oggi attive. Quando i Romani arrivarono nell’area dove sarebbe sorta Ariminum trovarono un territorio ricco di risorse, tra foreste, corsi d’acqua, colline e il mare. Fin dalla fondazione della città il Colle di San Lorenzo a Monte rivestì particolare importanza per la sua posizione verso il passaggio che collegava l’entroterra alla costa e che corrisponderà poi all’odierna via Marecchiese. Scavi effettuati in occasione della costruzione della terza corsia autostradale hanno portato alla luce un tracciato che dalle pendici del Covignano conduceva verso Porta Montanara e il Cardo Massimo. Prima della realizzazione delle grandi vie consolari Flaminia, Emilia e Popilia, questo percorso rappresentava uno degli assi privilegiati di collegamento tra l’entroterra e il mare. In posizione dominante rispetto a questo tracciato, nell’area della Chiesa di San Lorenzo, sono state rinvenute importanti tracce di un tempio romano repubblicano di ordine dorico, tra cui numerosi rocchi di colonne in pietra di San Marino e blocchi squadrati e lavorati, probabilmente appartenenti al podio e alle cornici. Sul luogo del tempio, dopo la caduta dell’Impero romano, venne costruita una grande basilica paleocristiana di tipo ravennate, a tre navate absidate, con un battistero anch’esso absidato posto accanto alla chiesa. L’edificio, importante anche per le sue dimensioni, doveva essere riccamente decorato: i ritrovamenti avvenuti sul posto testimoniano la presenza di marmi policromi, mosaici con tessere dorate e paste vitree colorate. La chiesa, con funzione di pieve, divenne uno dei principali riferimenti territoriali dell’Alto Medioevo. Nel 1397 Papa Bonifacio IX concesse il complesso ai Frati di San Paolo di Ungheria, che in seguito ricevettero da Carlo Malatesta anche la Chiesa di Santa Maria Annunziata Nuova di Scolca. I due complessi entrarono così a far parte di un unico riferimento ecclesiale, passato poi ai Frati Olivetani quando i Frati di San Paolo di Ungheria tornarono in patria. Gli Olivetani rimasero fino al 1797 e nel corso del Settecento trasformarono l’assetto della chiesa, conferendole le forme scenografiche ancora oggi visibili. Il complesso monumentale di San Lorenzo a Monte è stato dunque un punto di riferimento fin dall’antichità, in particolare nel periodo romano e paleocristiano. Pur oggi lontano dagli antichi fasti, conserva testimonianze significative della sua lunga storia e mantiene un forte legame con la comunità riminese: numerose coppie vi hanno celebrato il proprio matrimonio e continuano a riconoscerlo come un luogo della memoria e dell’identità locale. Gli abitanti auspicano un recupero capace di restituire nuova vita a questo importante sito storico.
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