CHIESA DELLA MADONNA DELLA CARITÀ

ANCARANO, TERAMO

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CHIESA DELLA MADONNA DELLA CARITÀ
La chiesa della Madonna della Carità si trova in prossimità del cimitero comunale, lungo la strada che dal borgo antico si dirige verso il territorio marchigiano, e dal suo nome deriva quello della omonima contrada formata da un gruppo di case intorno alla chiesa. L'impianto originale fu costruito tra la fine del '600 e gli inizi del '700 per ospitare le spoglie di San Simplicio Martire, trasferite, ad Ancarano (TE) da Roma. Vi si veniva in processione il 21 Luglio, quando le spoglie e la statua del Santo venivano portate in paese. Il giorno della festa patronale. 29 Luglio, l'urna e il simulacro tornavano in processione nella chiesa di Santa Maria della Carità. Nel 1759 l'urna con le reliquie fu trasferita nella chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna della Pace che si trovava dentro le mura. Nella chiesa della Madonna della Carità rimase la statua di San Simplicio che nel 1808 fu portata anch'essa nella chiesa parrocchiale. Alla fine del '700 la vecchia cappellina fu demolita per far posto alla nuova e più grande chiesa che è quella che si vede attualmente: in tale occasione si cambiò l'intitolazione in "S. Maria della Carità", anche se per lungo tempo, gli abitanti di Ancarano la indicavano ancora con l'originale nome di San Simplicio. All'inizio dell'Ottocento ebbe un notevole sviluppo la nuova contrada con inizio della celebrazione della festa della Madonna della Carità che continua ancora oggi nei giorni dall'11 al 14 Maggio con partecipazione della intera popolazione del Comune e dei paesi limitrofi. L'esterno della chiesa risale al 1790 circa. A tale data si riferisce anche la costruzione del campanile del portale realizzato a imitazione del portale della Chiesa di S. Maria della Misericordia, anch'essa situata nel territorio del Comune di Ancarano. Il volume della Chiesa si presenta attualmente come un volume complesso derivato dal fatto che, nel XVIII secolo, nella parte posteriore è stato addossato un corpo con funzione di casa canonica che, dal punto di vista architettonico, si presenta in maniera fortemente aggregata al fabbricato, tanto che la configurazione attuale potrebbe essere definita come un "complesso monumentale" che qualifica il profilo dell'insediamento storico, realizzato su un crinale collinare, con caratterizzazione della lettura del paesaggio circostante. L'impianto della chiesa è costituito da una navata di forma rettangolare terminante in un presbiterio a pianta ottagonale. La pianta della Chiesa quindi particolarmente interessante per essere caratterizzata da un elemento di forma longitudinale (navata) culminante in un elemento a pianta centrale (il presbiterio). La stessa copertura degli spazi interni risulta diversificata essendo costituita per la navata da una volta a botte ripartita da costolature ad arco in corrispondenza delle sottostanti lesene e per il presbiterio, da una cupola a calotta semisferica terminante con un lanternine visibile dall'interno. Nella navata come nel presbiterio sono presenti altari in pietra e stucco realizzati, probabilmente, da artisti marchigiani, come rilevabile dallo stile, identificabile in un barocco molto sobrio tendente già al neoclassicismo. L'altare principale è il più ricco di decorazioni, e conserva ancora un piccolo quadro del XIX sec., realizzato ad olio su tela, raffigurante la Madonna con Bambino (Madonna della Carità) circondata da luci e putti. I due altari laterali, del tutto simili e posti in modo simmetrico tra loro, sono più rigorosi nello stile, e presentano una cornice sopra il piano dell'altare in cui erano poste due quadri su tela, trafugate negli scorsi anni e non ancora recuperate. Si ritiene, quindi, che la Chiesa della Madonna della Carità sia ascrivibile alla categoria di Bene Culturale rendendo necessarie le misure di concessione poste del Decreto Legislativo 42/04.
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