La Chiesa del Collegio dei Gesuiti si trova nel cuore del centro storico di Ortigia a Siracusa e fa parte di un immenso complesso architettonico suddiviso tra, la scuola Gesuitica, unico centro di formazione in città fino alla fine del '700 in cui studiavano anche i rampolli della nobiltà locale, due chiese di cui la maggiore è il più grande e importante edificio barocco del centro storico e una immensa cripta sottostante la chiesa. È situata in via Saverio Landolina 13 ed è chiusa da un quarantennio, da quando gli ultimi Gesuiti lasciarono Siracusa nei primi anni '80. La fondazione del Collegio dei Gesuiti a Siracusa risale al 1554; il primo insediamento avvenne nella Chiesa di San Giuseppe dei Bottari. Dato che le dimensioni della chiesa non soddisfacevano la magnificenza dell'ordine gesuitico tra 1647 e 1648 si commissionò a Roma - presso la sede generale dell'ordine - un costoso modello ligneo che dovesse servire per l'edificazione della nuova chiesa, probabilmente ispirato alla nuova e celebre fabbrica di Sant'Ignazio. Il completamento della chiesa è verosimilmente opera dell'architetto Francesco Bonamici da Lucca, che contemporaneamente si trovava a Siracusa per altre commissioni e che dirigeva i lavori della nuova chiesa gesuitica della Circoncisione di Nostro Signore di La Valletta a Malta. La prima pietra fu posta il 31 luglio 1635 in coincidenza con la festa di Sant'Ignazio. Nel 1648 i padri con l'acquisizione di nuove proprietà ottennero il permesso di variare l'impianto, l'ingresso e quindi il prospetto della chiesa che dava prima su via Ruggero VII e su via Amalfìtania. Per la costruzione si impiegarono 52 anni e i padri Gesuiti, come per tutte le realizzazioni della provincia siciliana, si adoperarono molto per abbellirla con marmi scelti, reclutando i più valenti e talentuosi artisti dell'isola. Dopo il devastante terremoto del 1693 il complesso monastico fu restaurato da Pompeo Picherali. Un recente intervento di messa in sicurezza ha reso possibile la realizzazione di una nuova copertura dell'immobile e che ha permesso di far visitare, per le Giornate FAI d'Autunno, l'imponente edificio ecclesiastico.
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