CENTRO BALNEARE SPORTIVO FRANCO SCARIONI

MILANO

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CENTRO BALNEARE SPORTIVO FRANCO SCARIONI
Il centro balneare Franco Scarioni fu realizzato nel 1958 dagli architetti Egizio Nichelli e Gino Bozzetti nel quartiere Niguarda e rappresenta un rilevante esempio di architettura moderna pubblica del secondo Novecento. Fa parte dell’imponente opera di infrastrutturazione sociale compiuta nella Milano del dopoguerra, testimonianza di una straordinaria stagione nella quale la qualità dei servizi era affiancata – e supportata – dalla qualità degli interventi architettonici. Il Centro balneare Scarioni, tra questi, è uno degli esempi più mirabili, caratterizzato dalla forte plasticità dei suoi volumi e dall’insistita orizzontalità delle sue linee. Il complesso occupa un lotto di ben 28.000 metri quadrati, ubicato nel quartiere Niguarda, e si sviluppa in due corpi rettangolari disposti perpendicolarmente tra loro. Sul lato est si situa l’edificio che ospita, oltre ad un piccolo bar, la direzione, gli uffici amministrativi, la portineria, il pronto soccorso, la cassa, i depositi, la cabina elettrica. Il braccio sud comprende gli spogliatoi e le docce a rotazione: è un edificio caratterizzato da tre ordini di terrazze e da una grande rampa di accesso. In testa a questo corpo una rotonda ospita un ristorante. La struttura include ben quattro piscine. La prima, da 25 x 25 metri, ha una profondità variabile da cinque a dieci metri ed è destinata ai tuffatori e ai sommozzatori; la seconda è una piscina olimpionica regolamentare da 25 x 50 metri, profonda da 180 a 210 centimetri; la terza, trapezioidale, profonda da 30 a 150 centimetri, è riservata ai principianti; infine la quarta, dal profilo irregolare, è dedicata ai bambini e va dai 20 ai 100 centimetri. La parte Sud, dalla parte opposta degli spogliatoi rispetto alle vasche, è pensata per i bagni di sole. La struttura è pensata per il benessere pubblico: in estate accoglie circa 20 mila bagnanti, mentre il resto dell'anno ospita diverse attività nei suoi spazi accessori. Dopo un primo intervento di riqualificazione nel 2003, costato 12 milioni di euro, ha chiuso definitivamente i cancelli nel 2019. Ad oggi risulta in stato di abbandono e degrado e sono allo studio ipotesi di trasformazione promosse e sviluppate da soggetti privati in Partenariato Pubblico Privato con il Comune di Milano (si parla di una trattativa,ancora incerta, con la società spagnola Go Fit) che prevedono la demolizione degli edifici originari per la realizzazione di un nuovo centro sportivo e di un parcheggio di due piani fuori terra, nonché la cancellazione di due vasche e quindi la radicale alterazione della funzione originaria di centro balneare. Per la sua bellezza architettonica, la piscina fu scelta da Mario Monicelli come set principale dell'episodio "Renzo e Luciana" all'interno del film a episodi "Boccaccio '70" del 1962, dove le vasche fanno da sfondo alla storia d'amore tra due giovani operai. Per oltre sessant’anni il centro balneare Scarioni ha svolto un ruolo centrale di servizio pubblico, sportivo e sociale per i quartieri circostanti (Zona Ca' Granda, Prato Centenaro, Niguarda), caratterizzati da un’alta presenza di edilizia residenziale pubblica; è stato e continua ad essere un pezzo di quartiere, un luogo che appartiene ai ricordi di migliaia di persone e che, fino alla sua chiusura, ha continuato a far incontrare generazioni diverse. La sua chiusura non è dipesa dall'obsolescenza funzionale, ma dagli esiti di interventi manutentivi e di ristrutturazione non risolutivi eseguiti a partire dai primi anni 2000. Per tutto questo crediamo che debba essere salvata.
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