CASERMA GOITO

CASERMA GOITO

BRESCIA

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CASERMA GOITO

La caserma Goito si colloca nel centro storico della città di Brescia adiacente all'ingresso un tempo denominato Torrelunga. Il vasto complesso, frutto della fusione di tre diversi antichi insediamenti religiosi occupa un importante settore del centro cittadino e si sviluppa parallelamente alle mura che collegavano Porta Venezia al bastione di Canton Mombello. Per la sua genesi la conformazione del complesso è caratterizzata da un'estensione molto vasta, con edifici eterogenei di varie epoche, intervallati da ampi spazi liberi. La porzione più importante ed interessante del vasto complesso della caserma Goito è costituita dall'antica struttura del monastero benedettino maschile di Sant'Eufemia infra Moenia, complesso monastico riedificato dal 1438 dai monaci di Sant'Eufemia della Fonte. Questi ottennero di poter trasferire la loro sede all'interno delle mura ampliando una struttura di loro proprietà sin dal 1321: l'antico complesso dei Santi Simone e Taddeo già casa degli Umiliati. Sempre su parte dell'originaria proprietà della famiglia degli Umiliati, nella porzione assegnata ai beni vescovili, nel 1309 sorge il convento dei Santi Pietro e Marcellino che, per il fervore di suor Leonella già religiosa a Santa Maria di Pace, verrà riedificato nel 1558. Per la sua complicata genesi il complesso della caserma Goito presenta strutture particolarmente eterogenee, caratterizzate da una stratificazione di stili che vanno dall'inizio del XIV secolo sino al Novecento. Ciò che si conserva dell'originaria casa degli Umiliati sono le strutture trecentesche del chiostro adiacente la chiesa odierna. Si tratta di uno spazio elegante con un anello porticato al piano terreno (oggi quasi completamente murato) caratterizzato da arcate in cotto a sesto acuto poggianti su colonne in pietra di Botticino con capitelli a foglie grasse. Il lato settentrionale del chiostro, al secondo piano, conserva la bella loggetta disegnata da una teoria di archi trilobati con sezione centrale a schiena d'asino. Diverso il gusto del chiostro della cisterna, edificato nella seconda metà del XV secolo, ove le snelle colonne in Pietra di Mazzano sono coronate da capitelli a campana con volute e bassorilievi di armi. Fiore all'occhiello del complesso la sala Capitolare impreziosita da affreschi del Gambara, immagine sbiadita della ricchezza del monastero dopo la ricostruzione. Chiude il complesso la cinquecentesca fabbrica dei Santi Pietro e Marcellino che conserva sulle volte lacerti della prospettica decorazione ad affresco di epoca barocca.

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