CASA DI VIRGILIO

CASA DI VIRGILIO

BRINDISI

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CASA DI VIRGILIO

Una delle più autorevoli e antiche testimonianze relativa al legame tra Virgilio e la città di Brindisi è contenuta nella Commedia dantesca, precisamente nella seconda Cantica: «Vespero è già colà dov' è sepolto / lo corpo dentro al quale io facea ombra; / Napoli l'ha, e da Brandizio è tolto» (Dante Alighieri, Purgatorio, III, vv. 25-27). V'è una totale consapevolezza storica nelle evocative parole di Dante là dove nel Purgatorio rammenta puntualmente la città di Brindisi, includendola nel macrocosmo geografico dipinto minuziosamente nello spazio oltremondano della sua divina opera. La tradizione riferisce infatti che Virgilio morì a Brindisi, la quale, nei sopraddetti versi, è nomata Brandizio: «Il toponimo, derivato dal latino Brandisium, è forma gallicizzante attestata nella tradizione testuale e in alcune carte geografiche del Due e Trecento» [Brindisi, Enciclopedia Dantesca (1970)]. Nella Storia dell'Italia antica di Atto Vannucci si legge altresì che Virgilio «morì a Brindisi dove una casa serba ancora il suo nome» (Atto Vannucci, Storia dell'Italia antica, Milano, Tipografia Editrice Lombarda, 1876, vol. IV. p. 130). Ne La storia di Brindisi, Ferrando Ascoli asserisce che «Virgilio, si crede, abbia non solo abitato in Brindisi, ma per acclamazione ne sia stato fatto cittadino, v'abbia costrutto una casa in vicinanza delle Colonne rimpetto l'imboccatura del porto, e v'abbia chiuso gli occhi, nell'età di anni 52, il 28 avanti Cristo; quando, peggiorata nel viaggio la sua salute già malferma, giunse a Brindisi dall'Oriente. […] Infine la tradizione esiste, e certo v'ha qualche cosa, perché Virgilio ritornò dalla Grecia con Antonio e Augusto; cadde malato a Brindisi per effetto del mare, e morì davanti il porto, il 22 di settembre, ventotto anni prima della venuta di Cristo. La casa è segnata nei documenti del tempo […]; Domus Virgilii Maronis in loco S. Stephani, et juxta viam pubblicam» (Ferrando Ascoli, La storia di Brindisi, Rimini, Arnaldo Forni Editore, 1886, p. 35). Inoltre, ne «La vita italiana. Rivista illustrata» si apprende similmente che «vuole la leggenda che Virgilio, sbarcato a Brindisi, dopo una perigliosa traversata, fosse caduto infermo, e avesse chiesto asilo e protezione ai cittadini, abitando proprio quella casa che ancor oggi si designa col suo nome» (Giuseppe Gigli, Vita Salentina, in «La vita italiana. Rivista illustrata», 1895, vol. II, p. 164). E ancora: «Presso la piazzetta delle colonne si addita il luogo, dove sorgeva la Casa di Virgilio, in cui il grande poeta mantovano scrisse forse le più belle pagine dell'Eneide, e dove morì» (Pasquale Camassa, Guida di Brindisi, Brindisi, Stab. Tip. D. Mealli, 1897, p. 21). Con tali marmoree parole Pasquale Camassa disegna un'altra immagine storica della casa brindisina di Virgilio, sita in Via Colonne 44.

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