La Cantina di Nortiddi si trova nell'omonima Diramazione della Casa di Reclusione di Mamone, meglio nota con la vecchia denominazione di Colonia agricola penale del Regno d'Italia.
La Cantina è inserita in un compendio edilizio degli inizi del '900, che era diviso in due zone: al pianterreno v'erano il bottaio e la tinaia, mentre al primo piano c'erano l' appassitoio e il magazzino.
Si tratta di un fabbricato a figura quadrata, con atrio parimenti quadrato.
Nel bottaio al piano terreno sono presenti tuttora numerosissime botti in rovere di Slavonia di forma ovale, tini e altre attrezzature tipiche, costituendo una vera e propria "capsula del tempo" della civiltà agropastorale sarda dell'epoca degli inizi XIX/XX° secolo.
Nella cantina veniva conferito vino di qualità "Cagnulari" per un rilevante numero di ettolitri (la produzione del 1921/1922 si attestava a oltre 310 hl), in continua crescita progressiva, tanto da rendere necessaria la costruzione della "Botte Stella Rossa" direttamente nel bottaio, richiedendosi addirittura lo spostamento di un pilastro.
La cantina è stata operativa fino alla fine degli anni '60, inizi anni '70, quando gli interventi manutentivi sul vigneto e sullo stabile hanno assunto importanza tale da deviare le risorse disponibili su altre filiere produttive.
La scelta di candidare la Cantina di Nortiddi quale "luogo del cuore" è intimamente legata alla storia della Colonia agricola penale di Mamone, vera e propria comunità carceraria, in cui il personale e le relative famiglie hanno condiviso luoghi e tempo con le persone detenute colà ristrette (fino al 1997 circa), secondo un modello di esecuzione penale che potrebbe costituire una possibile modalità alternativa a quello tipico delle strutture chiuse.