Arroccato a 300 metri di quota su una monumentale rupe arenaria nell'Area Grecanica della Calabria meridionale, ai piedi del Parco Nazionale dell’Aspromonte, Palizzi Superiore incarna la perfetta fusione tra asprezza geografica e isolamento storico. Il borgo nacque intorno al X-XI secolo come rifugio fortificato per le popolazioni costiere che scappavano dalle incursioni saracene lungo lo Ionio. Questa posizione impervia e difensiva ha permesso la conservazione della lingua ellenofona e della cultura greco-calabra per secoli.Il fulcro del paese è il suo Castello Medievale (Monumento Nazionale), originariamente normanno ma conteso e ampliato nei secoli da potenti famiglie feudali come i Ruffo, i Centelles e infine i baroni De Blasio, che nel Settecento lo trasformarono in residenza signorile prima dell'eversione della feudalità del 1806. Questo imponente sperone roccioso, descritto dal viaggiatore inglese Edward Lear nel 1847 come "un fungo su un immenso scoglio", domina un labirinto di vicoli in pietra, antichi catoi (cantine) e chiese storiche, lambiti dalla fiumara sottostante un tempo superabile tramite l'antico Ponte dello Schioppo.Mentre il centro storico ha subito uno spopolamento nel XX secolo a favore delle frazioni costiere, la geografia del territorio comunale rimane straordinaria: si estende dai picchi aspromontani di Pietrapennata fino a Capo Spartivento, il punto più a sud dell'intera penisola italiana, combinando vette aspre e macchia mediterranea da cui si ricava il rinomato Vino rosso Palizzi IGT.
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