Selva Malvezzi è una frazione di Molinella, situata circa 7 km a sud del capoluogo, il cui nome richiama l’antico carattere boscoso e selvaggio del territorio. Già compresa nei possedimenti di Matilde di Canossa nell’Alto Medioevo, secondo la leggenda sarebbe stata donata dalla Contessa ai cittadini di Budrio perché la rendessero fertile. Conosciuta come “la Boscosa”, dal 1302 Selva fece parte del contado di Budrio e per alcuni secoli risentì dell’influenza dei territori budriesi e medicinesi. Il periodo di maggiore splendore arrivò alla fine del Quattrocento, con l’istituzione del feudo Malvezzi: la zona venne affidata dal papa Callisto III alla famiglia senatoriale bolognese dei Malvezzi, che diede forma alla borgata odierna. Con l’arrivo dei napoleonici, Selva fu poi aggregata alla nuova Comunità di Molinella nel 1810. Il cuore del borgo è il Palazzo del Governatore, fatto erigere nella seconda metà del Seicento dal conte Camillo Malvezzi. Un tempo sede dell’amministrazione del feudo e centro vitale del paese, il complesso comprendeva anche uno “Spedale” con otto letti per gli infermi e la presenza di un medico chirurgo. Lo Spedale offriva assistenza gratuita agli abitanti del feudo e rimase attivo fino alla fine del 1945; una lapide ricorda ancora oggi quell’impegno di carità con l’invito a “visitare gli infermi”. L’antico Spedale è tuttora visibile con i suoi arredi originali. Il Palazzo, principale edificio del borgo, necessita oggi di urgente restauro e valorizzazione. Lungo il portico del Palazzo del Governatore si aprivano le vecchie botteghe, di cui si conservano ancora i portoni originali e le serrature dell’epoca, tuttora funzionanti. Le fonti storiche ricordano la presenza della scuola parrocchiale, di officine, botteghe, venditori e della farmacia, oltre a una fiera antichissima di merci e bestiami che richiamava grande concorso di popolo. Al fascino storico di Selva si aggiunge quello leggendario della “fontanella miracolosa”, una sorgente d’acqua le cui proprietà terapeutiche erano così rinomate da essere persino vendute in una farmacia di Bologna. La vena d’acqua si estinse probabilmente a seguito dei grandi lavori di bonifica condotti tra la fine dell’Ottocento e la prima guerra mondiale. Oltre allo Spedale e al Palazzo del Governatore, il borgo conserva altri edifici di interesse, visibili dall’esterno, come il Palazzo Comitale, antica residenza dei Conti Malvezzi, e il cosiddetto Palazzaccio, dimora fortificata iniziata alla fine del Quattrocento. Il Palazzo Comitale fu costruito dal Conte Carlo Malvezzi, fortificato nell’anno 1618 e abbellito dal Conte Gregorio. La torre centrale è la parte più antica del complesso. Questo edificio conserva ancora un grande anemografo, collegato a una banderuola sul tetto, che indicava al Conte la direzione del vento attraverso una freccia posta sul soffitto affrescato. Il Palazzaccio, invece, iniziatone nel 1491 per iniziativa del conte Tomaso Malvezzi e del figlio primogenito è ancor oggi caratterizzato da una possente torre. A Selva Malvezzi secoli di storia si intrecciano con il fascino autentico di un borgo che conserva ancora l’atmosfera di un tempo: palazzi, portici, antiche botteghe, memorie leggendarie e scorci di grande suggestione dialogano con il paesaggio della pianura. Votare Selva Malvezzi significa contribuire a valorizzare questo prezioso patrimonio di storia e bellezza, capace di custodire identità e memoria, perché possa continuare a raccontarsi e a vivere per le generazioni future.