Le Mura Medievali di Asti rappresentano un importante esempio di architettura difensiva urbana in Piemonte, testimonianza della potenza economica e politica della città-Stato in epoca comunale. La costruzione del cosiddetto “Recinto dei nobili”, ovvero la prima cerchia muraria destinata a proteggere la parte più antica dell’abitato e i luoghi del potere di Asti, avvenne tra la fine del secolo XII e la metà del secolo successivo: certamente nel 1280 era già motivo di orgoglio cittadino. Grazie alla cartografia storica è possibile ricostruire l’immagine architettonica del monumentale complesso, caratterizzato da un circuito murario coronato da merlatura a coda di rondine, presumibilmente innalzato per circa dieci metri dal piano di campagna, ed intervallato da alte torri perimetrali. Tale cinta, edificata intieramente in laterizio, si estendeva per circa 3 chilometri, mentre il più tardo secondo giro di mura noto come “Recinto dei borghigiani”, completato entro la prima metà del Trecento, si sviluppava per oltre 6 chilometri. Durante l'occupazione spagnola del primo Cinquecento, le Mura Medievali di Asti furono oggetto di interventi di adeguamento della struttura difensiva che portarono alla costruzione di tre bastioni di rinforzo. Tra questi ricordiamo il superstite Bastione della Maddalena (nell’attuale viale dei Partigiani), il quale prendeva il nome dal vicino convento duecentesco dei Domenicani, abbattuto nell’Ottocento. Nel corso del XIX secolo, l’urbanizzazione e la scarsa sensibilità nei confronti del patrimonio storico portarono allo smantellamento della cerchia muraria. Negli anni ’30 del Novecento, con l'intento di valorizzare i tratti conservati, venne progettata la “Passeggiata archeologica” tra via Antiche Mura e il “Bosco del Littorio”. Tuttavia, durante il XX secolo, l’area fu soggetta a interventi e nuove edificazioni che sicuramente non giovarono alla fruizione della passeggiata e alla valorizzazione del bene. Ad oggi, lo stato di conservazione delle mura è frammentato. Alcuni tratti sono stati restaurati negli ultimi decenni, mentre altri versano in condizioni di degrado e abbandono, con una evidente mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria. Le Antiche Mura risultano dunque poco valorizzate dal punto di vista comunitario e, di conseguenza, turistico. Mancano una segnaletica adeguata, un progetto di illuminazione che ne esalti la presenza e una narrazione storica che permetta di apprezzarne e conoscerne il valore. Anche lo stesso percorso risulta discontinuo e poco curato, ostacolando una fruizione piena e coerente del sito.
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