I ruderi dell'abbazia cistercense sorgono nella Valle del Sinni. Per secoli, il rigore della regola Ora et Labora ha plasmato non solo lo spirito, ma anche il paesaggio e l'economia locale, rendendo questo luogo un centro di civiltà tra i più influenti del Mezzogiorno. Il sito, incastonato nel Parco Nazionale del Pollino, offre una testimonianza architettonica di rara suggestione. I resti del complesso monastico conservano la sacralità di un tempo in cui biblioteche e chiostri erano focolai di cultura. La sua bellezza risiede nell'integrazione tra l'opera dell'uomo e una natura potente, creando un paesaggio culturale che attende di essere pienamente riscoperto. La spinta del turismo Lento e dei Cammini ben si sposa con lo spirito di questo luogo speciale, che potrebbe rappresentare per il pellegrino moderno una ideale "stazione di sosta", dove il silenzio e la storia permettono una riconnessione profonda con se stessi. Queste nuove forme di turismo (lento, rurale, esperienziale) portano un viaggiatore consapevole, che non consuma il territorio ma lo "abita". Ciò genera un indotto vitale per le micro-imprese locali, dall'accoglienza diffusa alla ristorazione a km zero. Valorizzare il Sagittario significa trasformare un’area interna da "luogo di abbandono" a "laboratorio di futuro", dove la conservazione dei beni culturali diventa lo strumento principale per creare occupazione e orgoglio d'appartenenza per i giovani della zona. Il Sagittario può anche essere l'emblema di un turismo che rispetta l'ambiente. La sua candidatura come "Luogo del Cuore" mira a proteggere una biodiversità agraria e culturale che solo le zone rurali autentiche sanno ancora offrire, lontano dai circuiti del turismo di massa. Votare l'Abbazia di Santa Maria del Sagittario significa sostenere una visione in cui la cultura è il motore del riscatto delle aree interne. È un impegno per: 1. Restituire dignità a un capolavoro del monachesimo cistercense. 2. Incentivare un turismo colto che valorizzi l'entroterra lucano. 3. Costruire un ponte tra la memoria storica e una nuova economia rurale, resiliente e sostenibile.
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