
Fondata nel lontano 1976, la Pro Loco ProJato APS rappresenta oggi una delle realtà associative più longeve e significative del territorio jatino, nonché una delle poche Pro Loco in Italia ad avere la particolarità di promuovere e valorizzare congiuntamente i territori di due Comuni: San Giuseppe Jato e San Cipirello, entrambi situati nella provincia di Palermo, alle pendici del suggestivo Monte Iato. La Pro Loco ProJato APS è un’associazione di promozione sociale e volontariato senza fini di lucro, con riconosciuta valenza di pubblica utilità socio-culturale e rilevanza di interesse pubblico. Il suo operato si fonda sui principi della cittadinanza attiva, della partecipazione e della cooperazione tra cittadini, enti pubblici e realtà associative. Sin dalla sua costituzione, la ProJato si è posta l’obiettivo di valorizzare le risorse naturali, culturali, storiche, turistiche ed enogastronomiche dei due Comuni, promuovendo la riscoperta e la tutela delle tradizioni locali, dei percorsi naturalistici e del ricco patrimonio storico-archeologico custodito nel cuore della Valle dello Jato.
Pur essendo un luogo dal fascino straordinario, in cui l'architettura in pietra si fonde con una grotta naturale, oggi il sito versa in uno stato di grave e rovinoso abbandono. L'urgenza di un intervento di recupero e messa in sicurezza è legata a precise criticità: nonostante alcuni parziali interventi conservativi realizzati in passato dalla Soprintendenza, i ruderi del complesso – comprese le pareti in pietra locale, gli archi e le colonne che dividono le navate – sono costantemente esposti alle intemperie e ai cicli di gelo e disgelo. Senza opere di consolidamento statico, il rischio di cedimenti strutturali e di perdita definitiva delle murature superstiti è altissimo. Il Santuario custodisce preziosi frammenti di affreschi tardo-settecenteschi (tra cui la splendida raffigurazione di Tobia e l'Arcangelo Raffaele e quella dei Santi Medici). La particolarità del sito, che ingloba una sorgente naturale d'acqua che sgorga direttamente dalla roccia, crea un microclima ad altissima umidità. In mancanza di coperture adeguate e di interventi di restauro pittorico, le infiltrazioni e le muffe stanno cancellando per sempre queste testimonianze d'arte sacra. L'eremo si sviluppa su uno sperone roccioso e ospita al suo interno antiche cripte sotterranee, un tempo utilizzate come luogo di sepoltura. La mancanza di recinzioni adeguate, il pericolo di scivolamento dei terreni e l'instabilità delle rocce sovrastanti rendono l'area insicura sia per la conservazione dei resti storici, sia per l'incolumità dei visitatori e degli escursionisti che frequentano il sentiero. L'eremo non è solo un bene archeologico, ma un pilastro dell'identità culturale delle comunità locali, che per secoli hanno percorso in processione la mulattiera del monte in segno di profonda devozione. Il totale abbandono rischia di spezzare definitivamente questo legame immateriale tra il territorio e le sue radici.
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