
Nel cuore della Val Sangone, tra Villarbasse e Sangano, l'impianto SMAT di acqua sorgiva si inserisce in un paesaggio modellato da colline tufacee e prati scoscesi che scendono verso il torrente Sangone. Qui, tra le pendici del Moncuni e la pianura di Rivalta di Torino, sgorgano sorgenti limpide, tra cui la nota sorgente Lilla.
Nell’Ottocento, quando i pozzi cittadini non garantivano più acqua salubre, nacque l’esigenza di un sistema moderno: nel 1832, su impulso di Carlo Felice di Savoia, prese forma il progetto di un acquedotto capace di portare a Torino acque di migliore qualità. L’impianto, sviluppato a partire dal 1842 e inaugurato nel 1859, rappresentò una svolta decisiva per l’approvvigionamento urbano.
Il sistema di captazione si articola in gallerie sotterranee scavate tra Sangano e Trana: la galleria Scarnassi e la Baronis convogliano l’acqua verso il grande serbatoio, un’imponente struttura in muratura sorretta da colonnati. Tra archi, vasche e superfici voltate, l’insieme rivela un equilibrio sorprendente tra funzionalità e forma, tanto da essere evocativamente definito una “Cattedrale dell’Acqua”.
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