A Villa e Collezione Panza

    My painting isn't noisy. [...] I try to create the silence of an icon. That's what I'm after: the meditative icons of the 20th century. (J. Albers)

    Stop. Catch your breath. Inhale deeply as you go inside the colors. Let them penetrate you as you immerse yourself in them. (N.F. Weber)

    Il FAI e la Josef & Anni Albers Foundation presentano a Villa e Collezione Panza, a Varese, dal 9 aprile 2026 al 10 gennaio 2027, la mostra Josef Albers: Meditations, una selezione di ventinove opere dell’artista tedesco, tra cui diversi capolavori finora quasi mai esposti al pubblico, appartenenti alle serie Variant/Adobe e Homage to the Square, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private in Europa e negli Stati Uniti.

    Il progetto nasce dall’invito di Gabriella Belli, Curatrice della Programmazione Scientifica di Villa e Collezione Panza, a Nicholas Fox Weber, Executive Director della Josef & Anni Albers Foundation e curatore della mostra.

    Video di Stefano Santamato © FAI

    La mostra propone un dialogo tra le opere e gli spazi di Villa Panza dando corpo a quell’idea, dello stesso Albers, per cui opere d’arte e oggetti frutto di una ricerca originale e di un’eccellente qualità tecnica, indipendentemente dal tempo o dal luogo in cui sono stati realizzati, possono arricchirsi nel loro confronto. Ne risulta un allestimento originale e suggestivo, capace di restituire una prospettiva rinnovata sulla ricerca di Josef Albers, ed essenziale, rarefatto e meditativo, come lo spirito che ha sempre animato la ricerca di Giuseppe Panza di Biumo, e che tuttora caratterizza l’esperienza di visita a Villa e Collezione Panza.

    Josef Albers, Study to Homage to the Square: Vernal, 1957. Collezione Privata/Private Collection. Foto di Michele Alberto Sereni, 2026 © FAI

    Presentate negli spazi del primo piano, nelle otto stanze affacciate sul parco della Villa, le opere sono state selezionate da Weber per stimolare proprio quegli effetti lenti, gentili, "meditativi" che Albers indicava come necessari alla comprensione dell’opera d’arte e che Giuseppe Panza ha ricercato nell’allestimento della sua casa-museo. La mostra non si costruisce come una retrospettiva cronologica, ma come un itinerario percettivo, concepito come un "esercizio del vedere", in cui le opere diventano strumenti di indagine.

    Josef Albers, Orange Front, 1948-58. Peggy Guggenheim Collection, Venezia/Venice. Foto di Michele Alberto Sereni, 2026 © FAI

    Il visitatore è invitato a muoversi tra ambienti costruiti su assonanze e dissonanze cromatiche: dalle consonanze della prima stanza, con i bianchi e i gialli aciduli di Lone Whites (1963), Dimly Reflected (1963), Ascending (1962) e Polar (1963), in cui le tonalità di uno stesso colore si rivelano progressivamente, si passa ad ambienti di più forte tensione cromatica, dove gli aranci e i rosa agiscono da contrappunto ai toni freddi e scuri. Il percorso conduce infine alle gradazioni più dense dei grigi, dei bruni e dei neri di Night Sound (1968), Dark (1947) e Profundo (1965). Tra i prestiti d’eccezione, Orange Front dal Guggenheim di Venezia, Homage to the Square dal Musée d’Art Moderne di Parigi, insieme a lavori raramente esposti al pubblico, come Dark, proveniente dalla Josef & Anni Albers Foundation e scelto da Weber proprio per la sua intensità. Un’ultima sezione con contributi video restituisce inoltre il metodo di un artista che ha profondamente trasformato la pittura del Novecento.

    Da sinistra a destra: Homage to the Square: Tap Root, 1965, The Josef and Anni Albers Foundation, Bethany, CT, USA; Study for Homage to the Square: Night Sound, 1968, The Josef and Anni Albers Foundation, Bethany, CT, USA; Study to Homage to the Square: Quiescen, 1952, Collezione Privata/Private Collection. Foto di Michele Alberto Sereni, 2026 © FAI

    "Ogni grande artista sperimenta e approfondisce il proprio linguaggio con una serie di opere che sono assai spesso plurime "variazioni sul tema". Ogni variazione è una riflessione unica e originale che - se unita ad altre come in questa mostra - consente di approfondire, col tempo e la calma necessarie, la comprensione e l’apprezzamento di una poetica complessa e a volte non immediata ad un primo impatto come è quella di Albers. Aver radunato qui nella casa di Giuseppe Panza di Biumo ben 29 opere di un artista di questo calibro è stata un’operazione ardita fortemente voluta dal FAI e realizzata solo grazie alla tenacia di Gabriella Belli e alla straordinaria disponibilità della Fondazione Albers.
    È la prima inaugurazione senza Maria Giuseppina Panza di Biumo alla cui carissima memoria questa mostra è dedicata nel grato ricordo del suo generoso impegno a favore di Villa Panza. Assieme al marito Gabriele Caccia Dominioni e ai loro tre figli donò il Cone of Water di Meg Webster, fulcro del cortile monumentale di Villa Panza."

    Marco Magnifico, Presidente del FAI

    Villa e collezione panza

    Piazza Litta, 1 VARESE

    prenotazioni e contatti

    0332283960
    faibiumo@fondoambiente.it
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