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L’inaugurazione dei Giardini di Palazzo Moroni: un paradiso ritrovato

L’inaugurazione dei Giardini di Palazzo Moroni: un paradiso ritrovato

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L’inaugurazione dei Giardini di Palazzo Moroni: un paradiso ritrovato
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01 luglio 2020

Con l’occasione delle Giornate FAI all’aperto, venerdì 26 giugno il FAI ha inaugurato l’apertura al pubblico dei Giardini di Palazzo Moroni a Bergamo, imponente e suggestivo polmone verde che custodisce un angolo di intatta campagna lombarda nel cuore della città alta.

L’inaugurazione dei Giardini di Palazzo Moroni venerdì 26 giugno a Bergamo è stata a tutti gli effetti un’inaugurazione inaspettata e raccolta.
Solo sei mesi fa, era il dicembre 2019, il FAI aveva stipulato l’intesa con la Fondazione Moroni per il restauro e la valorizzazione di questo splendido Palazzo bergamasco situato nella città alta.

La Fondazione ha seguito con apprensione le tragiche vicende della città tanto colpita dalla pandemia, così ha deciso di aprire anticipatamente i giardini – l’inaugurazione era prevista per la primavera del 2021 - per rendere omaggio non solo alla città e ai bergamaschi, ma anche a tutto personale sanitario di Bergamo che ha combattuto con tanto eroismo in questi mesi.

Come ha ricordato il Vicepresidente Esecutivo Marco Magnifico durante l’inaugurazione:

«I Giardini di Palazzo Moroni sono un piccolo pezzo di paradiso ritrovato».

Il Palazzo, al momento chiuso al pubblico per restauri, è stato costruito intorno alla metà del Seicento e conserva intatto il suo impianto originario: nell’architettura degli interni al piano nobile, affrescati, arredati e decorati con autentici capolavori d’arte, come il famoso Il Cavaliere in Rosa di Giovanni Battista Moroni del 1560, uno dei più importanti quadri del rinascimento lombardo.

Ma la punta di diamante di questo Bene è senza ombra di dubbio il giardino che rappresenta il più vasto parco storico privato di Bergamo estendendosi per oltre 2 ettari ai piedi della Rocca civica. Non è straordinario solamente per le dimensioni ma anche per la proporzione fra il giardino formale e la sua parte agricola, la cosiddetta “ortaglia”, un pezzo intatto di campagna lombarda, con gelsi (simbolo di Casa Moroni) e vigne, una pergola, un tipico roccolo, un pozzo e anche zone di prato non tagliato dentro le mura della città.

Quel prato alto sembra incolto e senza cure, tuttavia possiede una vitalità inaspettata. È un’ispirazione che il FAI ha colto dai Giardini di Sissinhurst dove Vita Sackville-West, la grande poetessa inglese che, con il marito Harold Nicolson, al Sissinhurst Castle Garden ha creato uno dei più bei giardini del mondo consegnando un’inedita dignità all’erba non tagliata. In gran parte del Sissinhurst Garden, infatti, si passeggia attraverso l’erba alta accanto a meli selvatici ed enormi arbusti di rose non potate per sottolineare la meraviglia della Natura lasciata a se stessa. Anche nei Giardini di Palazzo Moroni si arriva in questa parte lasciata all’intuito della Natura dopo essere passati per un pezzo di giardino formalmente perfetto: il risultato fra la Natura piegata con l’artificio e la Natura che si esprime come vuole è davvero stupefacente.

Il progetto definitivo per il restauro dei giardini Moroni è quello di avvicinarci il più possibile a questo modello inglese per rendere i Giardini Moroni la “Sissinhurst italiana”.

«Il FAI sogna ad occhi aperti affinché quello che sogniamo diventi realtà. Ecco, il nostro sogno è che l’ortaglia di Palazzo Moroni ci consenta di fare il racconto della campagna lombarda, la storia del paesaggio agricolo, una disciplina che nessuno insegna e questa è un’occasione inusitata di racconto», ha dichiarato Marco Magnifico nel suo discorso e ha concluso ricordando che il progetto del FAI è fare di questo lembo di Bergamo il prototipo e il messaggero più autorevole del nuovo rapporto che dobbiamo avere proprio con la Natura, soprattutto oggi, un momento fecondo per cambiare registro nei confronti del nostro Pianeta.

L’inaugurazione si è conclusa con i ringraziamenti del primo cittadino di Bergamo. Il sindaco Giorgio Gori ha espresso parole di apprezzamento per l’omaggio che il FAI ha dedicato alla città e ha sottolineato che cultura e bellezza potranno portare giovamento alla città ferita. Camminando da Via Porta Dipinta e da Via della Fara, ha continuato il sindaco, si percepisce solo parzialmente la dimensione e il pregio di questo giardino.

Oggi, finalmente tutti possono scoprire e deliziarsi di questi oltre due ettari di verde inaspettati, un “paradiso ritrovato” grazie all’impegno del FAI.

In occasione dell’evento straordinario delle Giornate FAI all’aperto, che ha portato gli italiani alla scoperta dell’immenso “patrimonio verde” del nostro Paese, i Giardini di Palazzo Moroni sono stati aperti sabato 27 giugno con accesso gratuito riservato al personale sanitario e domenica 28 giugno con accesso gratuito per i soli cittadini di Bergamo.
Dal 1° luglio 2020 sono aperti regolarmente al pubblico il mercoledì, giovedì, venerdì dalle 14,30 alle 20, il sabato e la domenica dalle 10 alle 19, prenotando online sul sito www.palazzomoroni.it.

Alcuni momenti dell'inaugurazione di venerdì 26 giugno

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