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VALLONE DEI MULINI DI SORRENTO

VALLONE DEI MULINI DI SORRENTO

SORRENTO, NAPOLI

859°

POSTO

8

VOTI 2020
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VALLONE DEI MULINI DI SORRENTO
Valle della costiera sorrentina, deve il suo nome alla presenza di un mulino costruito intorno al 1600 che sfruttava il corso delle le acque del torrente della vallata per la macinazione del grano da vendere ed una segheria, che lavorava legna utilizzata dagli artigiani adiacenti ad esso, ed un lavatoio pubblico. La vallata si è formata circa trentacinquemila anni fa a causa di una potente eruzione dei Campi Flegrei, al quale si sono snodate due fonti d’acqua, dette “Sant’Antonio e Casarlano”, che attraverso l’erosione hanno gradualmente formato la grande cavità. A cavallo tra la prima metà del 1500, i valloni erano proprietà della famiglia Tasso, ma a seguire divennero proprietà della famiglia Correale. Dopo svariati secoli, arrivando al 1866, la zona dei mulini cadde in totale abbandono per due motivazioni: il crescente stato di disuso delle infrastrutture e della zona stessa (allora adoperata come cave di tufo, adatte al prelievo di blocchi adoperati poi per la costruzione di nuovi edifici a Sorrento) e soprattutto la costruzione di Piazza Tasso, che determinò un accumulo dell’acqua torrenziale, con conseguente allagamento e degradamento della condizione del microclima che, intanto, si stava sviluppando. Tale microclima, intensamente umido e totalmente riparato dalle correnti, permise lo sviluppo di felci ed altre specie di piante uniche e rare per il territorio. Ipotetici spazi di accesso al sito sono rappresentati da antiche rampe intagliate nel tufo accessibili da una botola nelle vicinanze del parcheggio Stragazzi, ed una galleria chiusa da un cancello, locata nel curvone (sottostante alla piazza) di Via Luigi Di Maio.

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Valle della costiera sorrentina, deve il suo nome alla presenza di un mulino costruito intorno al 1600 che sfruttava il corso delle le acque del torrente della vallata per la macinazione del grano da vendere ed una segheria, che lavorava legna utilizzata dagli artigiani adiacenti ad esso, ed un lavatoio pubblico. La vallata si è formata circa trentacinquemila anni fa a causa di una potente eruzione dei Campi Flegrei, al quale si sono snodate due fonti d’acqua, dette “Sant’Antonio e Casarlano”, che attraverso l’erosione hanno gradualmente formato la grande cavità. A cavallo tra la prima metà del 1500, i valloni erano proprietà della famiglia Tasso, ma a seguire divennero proprietà della famiglia Correale. Dopo svariati secoli, arrivando al 1866, la zona dei mulini cadde in totale abbandono per due motivazioni: il crescente stato di disuso delle infrastrutture e della zona stessa (allora adoperata come cave di tufo, adatte al prelievo di blocchi adoperati poi per la costruzione di nuovi edifici a Sorrento) e soprattutto la costruzione di Piazza Tasso, che determinò un accumulo dell’acqua torrenziale, con conseguente allagamento e degradamento della condizione del microclima che, intanto, si stava sviluppando. Tale microclima, intensamente umido e totalmente riparato dalle correnti, permise lo sviluppo di felci ed altre specie di piante uniche e rare per il territorio. Ipotetici spazi di accesso al sito sono rappresentati da antiche rampe intagliate nel tufo accessibili da una botola nelle vicinanze del parcheggio Stragazzi, ed una galleria chiusa da un cancello, locata nel curvone (sottostante alla piazza) di Via Luigi Di Maio.
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