In Piazza San Marco, sotto i portici delle Procuratie Vecchie, si apre un piccolo spazio che racchiude una delle architetture più celebri del Novecento: il Negozio Olivetti, progettato dal celebre architetto Carlo Scarpa tra il 1957 e il 1958 su incarico di Adriano Olivetti. Non un negozio per vendere, ma un raffinato showroom, concepito come “un biglietto da visita nella più bella piazza del mondo”. Doveva esprimere al meglio la visione di Olivetti, fondata su innovazione e funzionalità unite a cultura ed estetica.
Scarpa trasformò con geniale maestria un angusto locale buio in un ambiente moderno, luminoso e dinamico, in dialogo con la città. Al centro domina, quasi sospesa nel vuoto, la scala monumentale in pietra di Aurisina, fulcro architettonico e visivo: i gradini sfalsati, originali e arditi, trasmettono leggerezza e solennità. All’ingresso, la scultura Nudo al Sole di Alberto Viani, sospesa su una vasca in marmo nero, accoglie i visitatori, evocando la fusione tra arte e design.
Ogni dettaglio è opera di Scarpa: il pavimento a mosaico in vetro colorato che brilla anche sotto l’acqua alta, le finestre “a occhi” che si aprono sul loggiato, la porta mimetica in pietra d’Orsera, le luci integrate nelle pareti in palissandro e vetro acidato che di notte diffondono un bagliore caldo sulla piazza. Un piccolo scrigno in cui materiali e soluzioni tecniche richiamano la tradizione artigiana veneziana, reinterpretata in chiave moderna.
Restituito al pubblico grazie al restauro di Generali e affidato al FAI nel 2011, il Negozio ospita oggi una selezione di macchine storiche degli anni ’50 e ’60. Frequentato da studenti, studiosi e appassionati, continua a essere luogo di incontro tra architettura, arte e cultura, incarnando quell’umanesimo industriale che rese grande il sogno di Adriano Olivetti.
Il Negozio Olivetti fa parte del Circuito Scarpiano.
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Per mantenerlo intatto e curarlo in modo adeguato, questo luogo - come tutti gli altri salvati dal FAI - necessita di un’attenta manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, e periodici interventi di restauro. Inoltre, i costi di gestione che permettono l’apertura al pubblico sono significativi. Per questo abbiamo bisogno di un aiuto concreto da parte di chi, come noi, vuole mantenere vivi per sempre luoghi unici e speciali.
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