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CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE

CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE

MELITO DI NAPOLI, NAPOLI

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CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE
La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, situata al centro del paese, domina la piazza antistante e sorge nel luogo in cui precedentemente, esisteva una piccola chiesa. Nel 1757, minacciando quest’ultima di crollare, si decise di demolirla per poi riedificarla. L’ingegnere Nicola Carletti ebbe il compito di redigere il progetto di ricostruzione, mentre il regio ingegnere Giuseppe Astarita, fu nominato direttore dei lavori di costruzione della nuova chiesa. Il cantiere si aprì nel 1759 e si chiuse soltanto nel 1775. La chiesa ha un impianto simmetrico a croce greca, in cui lo spazio interno dato dalla pianta centrale e sormontato da una grande cupola con lanterna, le conferisce maestosità indiscussa. All’interno conserva pezzi di gran pregio che furono assegnati alla parrocchiale di Melito in seguito alla soppressione degli ordini monastici agli inizi del XIX secolo: si tratta del pulpito in marmi policromi, dei confessionali intagliati in legno di noce e delle acquasantiere in marmo, scolpite a forma di conchiglie, tutti preziosi tesori artistici di finissima manifattura. In una nicchia a sinistra dell’ingresso, è riposto un antico affresco di Santo Stefano staccato dalle pareti della chiesetta antecedente e qui ricollocato, a testimonianza del culto del Santo da parte dei melitesi. Il campanile, distaccato dalla chiesa fu eretto solo nel 1780; fu poi accorpato ad essa mediante l’inserimento di una scala che conduce alla canonica. Si innalza alla destra della chiesa e si sviluppa per quattro ordini su base quadrangolare, con struttura realizzata in muratura listata a vista in tufo e laterizi. La torre campanaria, con l’orologio e le campane, è sempre stata per il popolo melitese un punto di riferimento nonché elemento distintivo nella scansione delle ore della giornata, con i diversi rintocchi che ancora oggi si possono udire.

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La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, situata al centro del paese, domina la piazza antistante e sorge nel luogo in cui precedentemente, esisteva una piccola chiesa. Nel 1757, minacciando quest’ultima di crollare, si decise di demolirla per poi riedificarla. L’ingegnere Nicola Carletti ebbe il compito di redigere il progetto di ricostruzione, mentre il regio ingegnere Giuseppe Astarita, fu nominato direttore dei lavori di costruzione della nuova chiesa. Il cantiere si aprì nel 1759 e si chiuse soltanto nel 1775. La chiesa ha un impianto simmetrico a croce greca, in cui lo spazio interno dato dalla pianta centrale e sormontato da una grande cupola con lanterna, le conferisce maestosità indiscussa. All’interno conserva pezzi di gran pregio che furono assegnati alla parrocchiale di Melito in seguito alla soppressione degli ordini monastici agli inizi del XIX secolo: si tratta del pulpito in marmi policromi, dei confessionali intagliati in legno di noce e delle acquasantiere in marmo, scolpite a forma di conchiglie, tutti preziosi tesori artistici di finissima manifattura. In una nicchia a sinistra dell’ingresso, è riposto un antico affresco di Santo Stefano staccato dalle pareti della chiesetta antecedente e qui ricollocato, a testimonianza del culto del Santo da parte dei melitesi. Il campanile, distaccato dalla chiesa fu eretto solo nel 1780; fu poi accorpato ad essa mediante l’inserimento di una scala che conduce alla canonica. Si innalza alla destra della chiesa e si sviluppa per quattro ordini su base quadrangolare, con struttura realizzata in muratura listata a vista in tufo e laterizi. La torre campanaria, con l’orologio e le campane, è sempre stata per il popolo melitese un punto di riferimento nonché elemento distintivo nella scansione delle ore della giornata, con i diversi rintocchi che ancora oggi si possono udire.
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