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CASTELLO SAN MICHELE

CASTELLO SAN MICHELE

VOLTURARA IRPINA, AVELLINO

12,701°

POSTO

7

VOTI 2022
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CASTELLO SAN MICHELE
Il territorio di Volturara si trova dunque quasi equamente diviso in due zone, quella settentrionale occupata dalla Piana del Dragone, quella meridionale dal complesso agglomerato del Monte Terminio e dei suoi contrafforti. Al centro di questo sistema, diventato parte del Parco naturale dei Monti Picentini, stanno Volturara e il colle di Santangelo dominato dal castello di San Michele. La forma del castello è data da tre oggetti principali ancora individuabili nelle masse murarie, ridotte a rudere dal terremoto. Al centro della costruzione emerge un blocco diruto che doveva essere la primitiva piazzaforte, il mastio antico, che alcuni ritengono di impianto romano e che si trova fondato sulla roccia della parte più alta del colle a 890m. Contiene un paio di stanze rettangolari voltate a botte, collegate fra loro e con l'esterno tramite una porta. Intorno al mastio, a chiudere una corte quadrangolare di circa 25x30m, sta il recinto, murato in cortine di blocchi grandi e in parte irregolari, che si rafforzano ai quattro angoli con delle torri ampie, di forma anchesse quadrilatera e con lati medi di circa 7 m e altezza massima di 12 m. La sua costruzione la dobbiamo ai Longobardi, alla metà del IX° sec. quando vi fu una spartizione territoriale fra i principi Radelchi e Siconolfo. Infine, addossata extra-moenia allangolo nord-est, la settecentesca chiesa di San Michele Arcangelo (presente in forma di cappella già alla metà del XVI° sec.), il cui culto proprio dai Longobardi fu innestato in questi luoghi. Per quanto riguarda la cronologia costruttiva del castello e della chiesa è sufficiente aggiungere che il recinto fu diverse volte oggetto di intervento migliorativo nel corso dei secoli successivi al IX°, da parte dei diversi feudatari e signori locali che ne entrarono in possesso. Nel 1556, ad esempio, il principe di Stigliano Luigi Carafa acquistò nella sua interezza la cittadina di Volturara e con essa il castello di San Michele, che si premurò di impreziosire con una cappella dedicata al Santo combattente. Diversi terremoti, nel 1561, 1688 e 1694 provvedettero a danneggiare molto seriamente il complesso, fino a quando il 3 maggio 1734 il vescovo di Montemarano Mons. Ghirardi incarico l'arciprete Nicola Pennetti per la benedizione e lapertura della nuova chiesa. Il piccolo spazio del San Michele venne incastonato suggestivamente nel fianco esterno del lato orientale del castello. Di tutto questo oggi noi vediamo lo scheletro. Il terremoto si è portato via il 23 novembre 1980 ciò che rimaneva della fortezza e buona parte della chiesa. Da ora in poi della fortezza rimangono solo le pietre superstiti,col passare degli anni il recinto si degrada, certi tratti crollano o sono demoliti per sicurezza.

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Il territorio di Volturara si trova dunque quasi equamente diviso in due zone, quella settentrionale occupata dalla Piana del Dragone, quella meridionale dal complesso agglomerato del Monte Terminio e dei suoi contrafforti. Al centro di questo sistema, diventato parte del Parco naturale dei Monti Picentini, stanno Volturara e il colle di Santangelo dominato dal castello di San Michele. La forma del castello è data da tre oggetti principali ancora individuabili nelle masse murarie, ridotte a rudere dal terremoto. Al centro della costruzione emerge un blocco diruto che doveva essere la primitiva piazzaforte, il mastio antico, che alcuni ritengono di impianto romano e che si trova fondato sulla roccia della parte più alta del colle a 890m. Contiene un paio di stanze rettangolari voltate a botte, collegate fra loro e con l'esterno tramite una porta. Intorno al mastio, a chiudere una corte quadrangolare di circa 25x30m, sta il recinto, murato in cortine di blocchi grandi e in parte irregolari, che si rafforzano ai quattro angoli con delle torri ampie, di forma anchesse quadrilatera e con lati medi di circa 7 m e altezza massima di 12 m. La sua costruzione la dobbiamo ai Longobardi, alla metà del IX° sec. quando vi fu una spartizione territoriale fra i principi Radelchi e Siconolfo. Infine, addossata extra-moenia allangolo nord-est, la settecentesca chiesa di San Michele Arcangelo (presente in forma di cappella già alla metà del XVI° sec.), il cui culto proprio dai Longobardi fu innestato in questi luoghi. Per quanto riguarda la cronologia costruttiva del castello e della chiesa è sufficiente aggiungere che il recinto fu diverse volte oggetto di intervento migliorativo nel corso dei secoli successivi al IX°, da parte dei diversi feudatari e signori locali che ne entrarono in possesso. Nel 1556, ad esempio, il principe di Stigliano Luigi Carafa acquistò nella sua interezza la cittadina di Volturara e con essa il castello di San Michele, che si premurò di impreziosire con una cappella dedicata al Santo combattente. Diversi terremoti, nel 1561, 1688 e 1694 provvedettero a danneggiare molto seriamente il complesso, fino a quando il 3 maggio 1734 il vescovo di Montemarano Mons. Ghirardi incarico l'arciprete Nicola Pennetti per la benedizione e lapertura della nuova chiesa. Il piccolo spazio del San Michele venne incastonato suggestivamente nel fianco esterno del lato orientale del castello. Di tutto questo oggi noi vediamo lo scheletro. Il terremoto si è portato via il 23 novembre 1980 ciò che rimaneva della fortezza e buona parte della chiesa. Da ora in poi della fortezza rimangono solo le pietre superstiti,col passare degli anni il recinto si degrada, certi tratti crollano o sono demoliti per sicurezza.
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