Da oltre dieci secoli, il Castello di Avio domina la valle dell’Adige: una delle più antiche e suggestive fortezze del Trentino, appartenuta quasi ininterrottamente alla famiglia Castelbarco, che nel Medioevo la trasformò da presidio militare a piccola corte feudale, crocevia di artisti e intellettuali.
Alla grandiosità del complesso, evidente anche a distanza grazie all’impatto visivo del perimetro di mura merlate e torrioni, si contrappone la raffinatezza degli affreschi che decorano gli interni della Camera dell’Amore e del Mastio dalla metà del Trecento. Nel Mastio, la celebre Camera di Amore (1335-1345), attribuita a un maestro vicino alla lezione di Giotto, celebra l’amor cortese con scene vivaci di strali che trafiggono il cuore di un’elegante dama e di un cavaliere appassionato; nella Casa delle Guardie, invece, affreschi di battaglie, cavalieri e assedi offrono uno spaccato vivido della vita militare medievale.
Il percorso di visita si snoda tra vigneti terrazzati e torri leggendarie, come la "Picadora", fino al cuore del castello superiore, con il Palazzo baronale trecentesco e i resti della chiesa di San Martino. A rendere unica la cornice è il paesaggio: i monti Baldo e Lessinia proteggono la valle, creando un microclima mite che favorisce coltivazioni pregiate.
Dopo secoli di alterne vicende e un declino segnato nell’Ottocento, nel 1977 la contessa Emanuela Castelbarco Pindemonte Rezzonico, nipote di Arturo Toscanini, donò la proprietà al FAI, rendendo accessibile a tutti la residenza della sua famiglia. Dal 1978 il castello è aperto al pubblico: un luogo di inaspettati contrasti, in uno dei contesti paesaggistici più affascinanti del Trentino.
I percorsi-gioco per scoprire in modo coinvolgente la storia, i personaggi e l’architettura del Castello, spesso arricchiti da animazioni, spettacoli...
Un affascinante itinerario tra le antiche fortezze di questa valle ricca di borghi, vigneti e frutteti: da Castel Noarna a Castel Corno, da Castel Pietra...
Piatti della tradizione, per una sosta all’interno dell’affascinante contesto del Castello.
Per mantenerlo intatto e curarlo in modo adeguato, questo luogo - come tutti gli altri salvati dal FAI - necessita di un’attenta manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, e periodici interventi di restauro. Inoltre, i costi di gestione che permettono l’apertura al pubblico sono significativi. Per questo abbiamo bisogno di un aiuto concreto da parte di chi, come noi, vuole mantenere vivi per sempre luoghi unici e speciali.
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