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CASTEL GRUMELLO | ph. Lucia Cattoni | © FAI - Fondo Ambiente Italiano

Castel Grumello

Due castelli gemelli, in una balconata con una vista unica sulla Valtellina

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Castel Grumello

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Bene aperto al pubblico

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Accesso possibile solo alle persone in possesso della certificazione verde Covid-19 (Green Pass)

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Sullo sfondo delle Alpi Retiche, in cima a un’altura con pareti di roccia a strapiombo e un meraviglioso panorama, dal XIII secolo si erge una rocca fortificata: un raro esempio di castello “gemino”, due edifici speculari uniti da un tratto di mura.

Donato al FAI da Fedital, nel 1990

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La Valtellina, per la sua posizione strategica tra l’Italia e l’Europa centrale, nel passato fu terra di castelli e fortezze. Tra questi merita menzione il Castello de Piro al Grumello, più comunemente conosciuto come Castel Grumello, dal nome del dosso roccioso (“grumo”) sul quale fu edificato.
La costruzione avvenne tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo a opera del ghibellino Corrado de Piro, la cui famiglia si era trasferita in Valtellina in seguito alle lotte di fazione tra Milano e Como. Intorno alla metà del Trecento, i de Piro andarono incontro a un rapido declino che li costrinse a vendere Grumello ai loro rivali, i Capitanei. L’edificio fu infine distrutto nel 1526 per mano delle Leghe Grigie, seguendo così la sorte di molti altri fortilizi valtellinesi.
Castel Grumello rappresenta un imperdibile esempio di castello “gemino”, composto da due corpi, uno militare e uno residenziale, circondati da mura. Il corpo militare, situato a oriente,svolgeva una funzione difensiva e di avvistamento, come testimoniano l’imponente torre a pianta quadrata e le fondamenta di una seconda torre.
La vocazione residenziale del secondo edificio è confermata dalle pietre da costruzione sbozzate con maggior cura e dalla traccia di un camino presente in una sala. Pervenuto in dono al FAI dalla Fedital nel 1990, il Castello è stato restaurato e riaperto al pubblico nel 2001.

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