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ANTICO CIMITERO ABBANDONATO DI DAROLA

ANTICO CIMITERO ABBANDONATO DI DAROLA

TRINO, VERCELLI

861°

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6

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ANTICO CIMITERO ABBANDONATO DI DAROLA
A pochi passi dall’Abbazia di Lucedio e vicino alla chiesa della Madonna delle Vigne giace, ormai abbandonato e quasi totalmente occultato dalla vegetazione, il piccolo cimitero di Darola con la sua chiesa. Tutto è stato ormai depredato e vandalizzato. Tempo fa ci siamo occupati della chiesa abbandonata di Madonna delle Vigne ( http://www.ultimaparolanews.it/index.php/2017/08/29/misteri-del-piemonte-la-madonna-delle-vigne-e-lo-spartito-del-diavolo/). La storia del piccolo cimitero di Darola è strettamente collegata a quest’ultima ed a quella di tutto il Principato di Lucedio. La grangia in questione era stata bonificata e messa a coltura dai monaci cistercensi intorno al XII secolo ma in seguito, anche per il fatto che, essendo rappresentanti della chiesa, non potevano lucrare sulla terra, questa venne ceduta attraverso passaggi che sono a tutt’oggi non particolarmente chiari, a famiglie laiche. Nel 1707 il principato di Lucedio passò ai Savoia, che lo mantennero per una settantina d’anni. Infatti intorno al 1780 tutti i possedimenti andarono all’Ordine di San Maurizio e poco dopo, nel 1800, tutto passò Napoleone Bonaparte. Dopo la fine della dominazione napoleonica in Italia queste terre tornarono nuovamente nelle mani di facoltose famiglie italiane. Il cimitero probabilmente è antecedente all’acquisizione dei terreni da parte dei Savoia. Infatti la chiesetta sembra essere di architettura gotica, o tardo gotica, quindi è verosimile sia stato edificato tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600. LA CHIESETTA INTERNA AL CIMITERO DI DAROLA SEMBRA PRESENTARE CARATTERISTICHE ARCHITETTONICHE GOTICHE O TARDO-GOTICHE Purtroppo non è possibile sapere con certezza a che anni risalgano le prime sepolture, in quanto le lapidi non esistono più. Probabilmente la maggior parte delle tombe è stata traslata in altri cimiteri, e le lapidi rimaste sono state distrutte dai soliti vandali che già non hanno rispetto dei vivi, figuriamoci dei morti! Quindi quello che andrò a scrivere è frutto principalmente di mie supposizioni, avvalorate dalle poche prove storiche in mio possesso. Esistono due targhe lapidee poste sul muro esterno della chiesa, ai due lati dell’ingresso. Sono in memoria di due gemelle quindicenni, morte nel 1868 e di quello che a mio parere è il padre, morto nel 1876. Salme e tombe sono state portate qui da altro cimitero entrambe l’11 febbraio 1894 (come riportato dalle iscrizioni). Questo mi porta a pensare che nell’Ottocento (chiamato da alcuni “il secolo dei cimiteri”, dopo l’editto di Napoleone del 1804) questo cimitero fosse abbastanza importante nella zona, tanto da accogliere anche salme già sepolte in altri luoghi. Del resto rispettava le caratteristiche prescritte dall’editto di Saint Cloud. Quel che rimane Abbandonato a poco a poco sia dai vivi che dai morti, probabilmente poco dopo il secondo dopoguerra, vuoi perché le campagne dopo la guerra si erano spopolate, vuoi perché si tendeva ormai a seppellire i defunti in cimiteri più grandi (come quello di Trino), il piccolo cimitero è stato dimenticato da tutti e purtroppo di tutto ciò che c’era rimane ben poco. A parte le targhe e la lapide di cui ho parlato prima si vede quello che resta di una tomba di famiglia (forse proprio quella delle gemelle?) da cui è stato comunque portato via tutto, dai rivestimenti alle lapidi. Rimane un intrico di rovi. Rimane una grande malinconia, una tristezza, che accompagna anche oltre l’uscita. Tristezza perché continuiamo a domandarci come mai l’essere umano abbia così poco rispetto per la propria storia, per le proprie radici e per i propri simili. E non riusciamo a farcene una ragione. ( articolo di Anna Bertino, http://www.ultimaparolanews.it/index.php/2017/10/31/misteri-del-piemonte-il-triste-oblio-del-cimitero-di-darola/ )

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A pochi passi dall’Abbazia di Lucedio e vicino alla chiesa della Madonna delle Vigne giace, ormai abbandonato e quasi totalmente occultato dalla vegetazione, il piccolo cimitero di Darola con la sua chiesa. Tutto è stato ormai depredato e vandalizzato. Tempo fa ci siamo occupati della chiesa abbandonata di Madonna delle Vigne ( http://www.ultimaparolanews.it/index.php/2017/08/29/misteri-del-piemonte-la-madonna-delle-vigne-e-lo-spartito-del-diavolo/). La storia del piccolo cimitero di Darola è strettamente collegata a quest’ultima ed a quella di tutto il Principato di Lucedio. La grangia in questione era stata bonificata e messa a coltura dai monaci cistercensi intorno al XII secolo ma in seguito, anche per il fatto che, essendo rappresentanti della chiesa, non potevano lucrare sulla terra, questa venne ceduta attraverso passaggi che sono a tutt’oggi non particolarmente chiari, a famiglie laiche. Nel 1707 il principato di Lucedio passò ai Savoia, che lo mantennero per una settantina d’anni. Infatti intorno al 1780 tutti i possedimenti andarono all’Ordine di San Maurizio e poco dopo, nel 1800, tutto passò Napoleone Bonaparte. Dopo la fine della dominazione napoleonica in Italia queste terre tornarono nuovamente nelle mani di facoltose famiglie italiane. Il cimitero probabilmente è antecedente all’acquisizione dei terreni da parte dei Savoia. Infatti la chiesetta sembra essere di architettura gotica, o tardo gotica, quindi è verosimile sia stato edificato tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600. LA CHIESETTA INTERNA AL CIMITERO DI DAROLA SEMBRA PRESENTARE CARATTERISTICHE ARCHITETTONICHE GOTICHE O TARDO-GOTICHE Purtroppo non è possibile sapere con certezza a che anni risalgano le prime sepolture, in quanto le lapidi non esistono più. Probabilmente la maggior parte delle tombe è stata traslata in altri cimiteri, e le lapidi rimaste sono state distrutte dai soliti vandali che già non hanno rispetto dei vivi, figuriamoci dei morti! Quindi quello che andrò a scrivere è frutto principalmente di mie supposizioni, avvalorate dalle poche prove storiche in mio possesso. Esistono due targhe lapidee poste sul muro esterno della chiesa, ai due lati dell’ingresso. Sono in memoria di due gemelle quindicenni, morte nel 1868 e di quello che a mio parere è il padre, morto nel 1876. Salme e tombe sono state portate qui da altro cimitero entrambe l’11 febbraio 1894 (come riportato dalle iscrizioni). Questo mi porta a pensare che nell’Ottocento (chiamato da alcuni “il secolo dei cimiteri”, dopo l’editto di Napoleone del 1804) questo cimitero fosse abbastanza importante nella zona, tanto da accogliere anche salme già sepolte in altri luoghi. Del resto rispettava le caratteristiche prescritte dall’editto di Saint Cloud. Quel che rimane Abbandonato a poco a poco sia dai vivi che dai morti, probabilmente poco dopo il secondo dopoguerra, vuoi perché le campagne dopo la guerra si erano spopolate, vuoi perché si tendeva ormai a seppellire i defunti in cimiteri più grandi (come quello di Trino), il piccolo cimitero è stato dimenticato da tutti e purtroppo di tutto ciò che c’era rimane ben poco. A parte le targhe e la lapide di cui ho parlato prima si vede quello che resta di una tomba di famiglia (forse proprio quella delle gemelle?) da cui è stato comunque portato via tutto, dai rivestimenti alle lapidi. Rimane un intrico di rovi. Rimane una grande malinconia, una tristezza, che accompagna anche oltre l’uscita. Tristezza perché continuiamo a domandarci come mai l’essere umano abbia così poco rispetto per la propria storia, per le proprie radici e per i propri simili. E non riusciamo a farcene una ragione. ( articolo di Anna Bertino, http://www.ultimaparolanews.it/index.php/2017/10/31/misteri-del-piemonte-il-triste-oblio-del-cimitero-di-darola/ )
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