28 maggio 2026
«Preistorica e storica» così lo scrittore Carlo Levi definì Cagliari: visitare questa città è come fare un viaggio nel tempo dalla preistoria fino alla Seconda Guerra Mondiale, il tutto nell’arco di poche ore. Tra vie dello shopping, terrazze panoramiche e il porto è facile imbattersi in necropoli risalenti al III secolo a.C., frammenti sparsi di epoca romana, torri medievali, chiese barocche, palazzi nobiliari.
«È una città bellissima, aspra, pietrosa, con mutevoli colori tra le rocce, la pianura africana, le lagune, con una storia tutta scritta e apparente nelle pietre, come i segni del tempo su un viso». (Carlo Levi, Tutto il miele è finito, 1964)
Siamo abituati ad associare la Sardegna alle sue spiagge e al mare cristallino, quando invece può regalarci molto di più: tanta storia, arte millenaria e una natura incontaminata. Allontanati anche solo per un giorno dalle coste e scopri il lato meno conosciuto e più sorprendente dell’isola con la tessera FAI.
Il primo passo per conoscere la storia di una città è visitare il suo Museo archeologico. Quello di Cagliari è il museo di maggior rilievo della Sardegna con oltre 4.000 oggetti che raccontano una storia lunga quasi 7.000 anni, dalla Preistoria all’Alto Medioevo. Si trova nel quartiere di Castello, all’interno della Cittadella dei Musei realizzata tra il 1956 e il 1979 dagli architetti Piero Gazzola e Libero Cecchini. Il progetto si ispirò alla museografia di Carla Scarpa ─ l’architetto che progettò il Negozio Olivetti di Venezia e il Memoriale Brion ad Altivole ─ che promuoveva un dialogo tra preesistenza storica e allestimento moderno. Il complesso ospita altresì la Pinacoteca Nazionale, la Collezione delle Cere Anatomiche, il Museo d'arte Siamese e la Collezione Luigi Cocco.
Sempre nel quartiere di Castello potrai conoscere gli usi e le tradizioni dei casteddajus (abitanti di Cagliari in lingua sarda) visitando il Museo Contus De Arrejolas: la collezione di mattonelle che viene qui custodita racconta le case da cui provengono e la vita di persone che in quelle case hanno vissuto dal 1300 al 1900. Mercedes Mariotti ha scelto di raccontare la bellezza del quartiere dove ha scelto di vivere e lavorare «con l’idea che Cagliari, la mia città, potrà un giorno trarne giovamento».
A pochi chilometri dalla città, attraversato il Ponte della Scafa sullo Stagno di Santa Gilla, si raggiungono le Saline Conti Vecchi, un’immensa area naturalistica e un sito di archeologia industriale all’interno di un impianto tuttora produttivo dove il FAI racconta l’impresa del sale attraverso proiezioni immersive e un percorso tra vasche naturali, montagne di “oro bianco” e fauna selvatica, tra cui i fenicotteri.
Su un colle di origine vulcanica a 30 minuti da Cagliari svetta il Castello di Acquafredda, da sempre luogo di misteriose leggende, tra cui quella del Conte Ugolino della Gherardesca – reso immortale da Dante nel XXIII canto dell’Inferno – che ne divenne proprietario nel 1257. Nella parte più alta si elevano le imponenti mura del mastio, abitazione del castellano, accessibile da un ponte levatoio. Se si è fortunati si possono avvistare rari rapaci sorvolare la fortezza: gheppio, poiana e falco grillaio nidificano intorno a questo sito.
A soli 20 minuti dal centro della città si trova un luogo speciale, dove basalto e calcare producono suggestivi suoni arcaici, ancestrali e mistici. Il Giardino Sonoro PS è un museo a cielo aperto, utilizzato dall’artista Pinuccio Sciola fin dagli anni ’60 come laboratorio: uno spazio artistico disseminato di pietre megalitiche, dove i visitatori sono invitati a perdersi in un percorso senza segnali ne direzioni tra agrumi e imponenti sculture.
A nord di Cagliari, nella regione del Sarcidano immerso nel contesto naturalistico delle vallate del Flumendosa, puoi visitare alcuni dei più importanti siti nuragici della Sardegna.
Nelle colline del Gerrei, a pochi chilometri dall’abitato di Goni, si trova il parco di Pranu Muttedu, uno dei 16 complessi prenuragici isolani dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità. Nei suoi 20 ettari di estensione si possono visitare diverse tipologie di agglomerati: le capanne in località su Crancu; i sepolcreti con i menhir di Pranu Muttedu e di Nuraxeddu; infine, la necropoli a domus de janas (“case delle fate” in lingua sarda) di Genna Accas, tombe preistoriche scavate nella roccia.
Il Nuraghe Arrubiu, noto anche come il "Gigante Rosso" (arrubiu = “rosso” in sardo), è uno dei siti archeologici più imponenti e complessi dell'intera isola: situato nel territorio di Orroli, rappresenta l’unico esempio di nuraghe “pentalobato” – mastio attorniato da 5 torri ─ conosciuto fino a oggi, ed è uno tra i maggiori monumenti protostorici dell'Occidente europeo.
Infine, situato sull’estremità occidentale della Giara di Serri, tra le regioni storiche della Marmilla e del Sarcidano, si trova il Santuario Nuragico di Santa Vittoria. La sua scoperta risale agli anni 1907-1909 quando l’archeologo Antonio Taramelli (1868-1939) mise in luce sull’altopiano una serie di antiche strutture che svelavano un’intensa frequentazione durante l’epoca nuragica. Oggi è un luogo suggestivo dove osservare l’evoluzione di questa civiltà dall’età del Bronzo sino a quando l’area diventò (XI-IX secolo a.C.) simbolo di religiosità e crocevia culturale e commerciale non solo per le genti sarde: ritrovamenti etruschi, fenici, ciprioti attestano scambi con popoli lontani.
Le opportunità legate alla tessera FAI non finiscono qui! Se stai organizzando una vacanza alla scoperta della Sardegna ti consigliamo di visitare il sito faiperme.it per conoscere le realtà più curiose e identitarie dell’isola (a prezzo ridotto!).
nei Beni FAI tutto l'anno
Gratis

