16 luglio 2018
L'acqua è un bene essenziale per l'umanità ma è una risorsa scarsa che va valorizzata e difesa attraverso azioni congiunte volte al risparmio, al recupero e e al riciclo. Nell'ambito della campagna di sensibilizzazione del FAI ecco alcuni approfondimenti su casi virtuosi di gestione idrica.
Un complesso e articolato progetto di restauro e di rielaborazione degli spazi ha permesso, affiancando interventi di conservazioni a lavori di adeguamento impiantistico, di soddisfare le nuove funzioni, adempiere alle normative di sicurezza e, al tempo stesso, adottare soluzioni a elevata sostenibilità ambientale compatibili con la conservazione della casa-museo.
In questo quadro si colloca la sostituzione, durante i lavori di restauro iniziati nel 2004, dell’originale sistema di produzione del calore, una caldaia a gasolio, con una caldaia a condensazione e una pompa di calore geotermica di tipo orizzontale.
Questo sistema di climatizzazione sfrutta lo scambio termico con il sottosuolo superficiale. A differenza dell’aria, la temperatura del suolo a una certa profondità subisce variazioni annuali molto più contenute: a 5 / 10 metri la temperatura è costante tutto l’anno ed è pari a circa 10 - 16° C. Il suolo quindi, a differenza dell’aria, è più caldo d’inverno e più fresco d’estate, a vantaggio del rendimento della pompa di calore.
Dal punto di vista del bilancio ecologico, questo sistema si serve di una risorsa rinnovabile, l’acqua di falda, che viene reintegrata immediatamente nel ciclo naturale, contribuendo così a contenere anche i possibili effetti di abbassamento della falda indotti dalla diffusione dei sistemi di scambio geotermico. L'uso dell'acqua di falda permette di ridurre significativamente l'impatto ambientale del sistema di riscaldamento e raffreddamento, soprattutto se paragonato ai sistemi tradizionali basati sul l'impiego di fonti fossili, non rinnovabili. Evita, infatti, il rumore generato dai sistemi ad aria e conserva la qualità dell’aria, che viene invece modificata dagli impianti termici a combustibile fossile.
A Villa Necchi l’acqua è prelevata da un pozzo, collocato nel vialetto d’ingresso, profondo 60 metri, livello a cui l’acqua non è potabile, e restituita tramite un altro pozzo, situato sotto al padiglione nel tennis, a un livello molto più alto, circa 40 m, assicurando la non contaminazione della falda di acqua potabile. L’acqua viene quindi utilizzata per riempire la piscina del giardino, dotata di una capienza di circa 200 mc, per l’irrigazione dell’orto e del giardino, che coprono in totale una superficie di circa 2.500 mq, e per l’impianto di riscaldamento e condizionamento, da cui poi è reimmessa nella falda.
L’acqua prelevata viene quindi utilizzata per l’impianto di riscaldamento e condizionamento, per poi essere reimmessa nella falda.
Le modalità di gestione e i continui controlli hanno un ruolo centrale nella manutenzione di questo e di tutti gli impianti. Dal 2017 un nuovo sistema di regolazione dell’impianto di climatizzazione consente di monitorare e controllare i consumi relativi al riscaldamento e al condizionamento, garantendo quindi un funzionamento ai massimi livelli di efficienza degli impianti e un risparmio energetico, conservando l'equilibrio ottimale fra condizioni di utilizzo del Bene, uso di energia e requisiti di funzionamento degli impianti.
In particolare per la pompa di calore, ogni 60 giorni sono eseguite delle misure di monitoraggio e con frequenza annuale viene redatto e consegnato agli enti di controllo un rapporto contenente i valori delle misure eseguite e la descrizione della dissipazione del differenziale termico in falda, in modo da assicurare i parametri ambientali richiesti.
Come in tutti i Beni del FAI, la buona resa e il funzionamento continuo sono garantiti da una manutenzione programmata e periodica degli impianti affidata a una ditta qualificata.
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