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Un grande gesto di generosità dei volontari del FAI

Un grande gesto di generosità dei volontari del FAI

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Un grande gesto di generosità dei volontari del FAI
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15 settembre 2021

I volontari del FAI donano alla Fondazione tempo, passione ed energia per la cura e la tutela del nostro patrimonio storico, artistico e naturalistico. Alcuni hanno compiuto un ultimo gesto di generosità nei confronti dei valori nei quali hanno creduto tutta la vita.

Senza di loro, il FAI non sarebbe ciò che è. La Rete territoriale del FAI, formata da volontari appassionati che hanno scelto di dedicare il proprio tempo libero alla diffusione dei valori e dell’operato della Fondazione, rappresenta il punto di riferimento per gli iscritti FAI sul territorio e la sua presenza è sempre più capillare.

I nostri volontari traducono i valori della Fondazione con gesti concreti, ogni giorno, taluni anche alla fine della loro vita dopo anni di attivismo e dedizione predisponendo un ultimo gesto di grande generosità.

Per questo vogliamo ricordare di seguito alcuni esempi nel tempo di donazioni e lasciti testamentari da parte di persone che hanno voluto aiutare il FAI anche dopo la loro scomparsa.

Stefano Tirinzoni, Delegazione Fai di Sondrio

«Lego al FAI tutte le mie proprietà site nel Comune di Talamona e costituite dagli alpeggi della Madrera, della Baita Eterna e della Pedroria con il loro concerto di boschi affinché questo brano di paesaggio delle Alpi Orobie sia conservato nel rispetto della naturalità e della tradizione agro-silvo-pastorale».

Nel 2011 l’architetto Stefano Tirinzoni, che per anni è stato Capodelegazione di Sondrio, ha inaspettatamente lasciato in legato testamentario al FAI 193 ettari di terreno sul versante settentrionale delle Alpi Orobie: l’Alpe Pedroria e Alpe Madrea a Talamona (SO), come segno tangibile di un legame duraturo e profondo con le sue vallate. Nel 2013 il FAI, nel rispetto delle sue volontà, ha avviato il recupero ambientale e paesaggistico degli alpeggi per riportare alla loro attività produttiva originaria i pascoli alpini abbandonati da oltre 30 anni, attraverso il ripristino dell'attività pastorale e di un’agricoltura sostenibile, la conservazione del patrimonio zootecnico autoctono e la produzione del formaggio tradizionale locale (Bitto). Questo intento si inserisce pienamente nel Progetto Alpe, l’impegno che il FAI dedica alla tutela e alla valorizzazione delle aree interne del Paese.

Olga Calabrese, Delegazione FAI di Portogruaro

Da sempre Olga Calabrese aveva deciso di nominare il FAI erede e nel 2017, alla sua morte, la Fondazione ricevette la sua casa di abitazione e una somma in denaro, oltre ad alcuni arredi.

Olga fece conoscere il FAI nel territorio della Delegazione di Portogruaro dove risiedeva, con una instancabile e trascinante carica di empatia e vivacità assieme al marito Giano Petrin. È stata la prima Presidente FAI del Friuli Venezia Giulia, di cui rimase Presidente Onorario.

Maria Luisa D’Ippolito, Delegazione FAI di Foggia

Maria Luisa D’Ippolito è stata un’attivissima “combattente” nell’ambito della sua città, Foggia, di cui è stata per alcuni anni Capodelegazione. Alla sua scomparsa nel 2019 ha lasciato in dono al FAI due locali nella casa di abitazione che erano sempre stati sede della Delegazione con lo scopo di consentire una continuità con il lavoro svolto negli anni e di favorire gli incontri di delegati e volontari.

Flavia Folco, Delegazione FAI di Savona

Pochi mesi fa ci ha lasciato Flavia Folco. Storica dell’arte e fine conoscitrice della sua città, Savona, Flavia è stata un instancabile supporto culturale per il territorio: la sua feconda produzione di articoli e libri, corredati da illustrazioni e schizzi di suo pugno, hanno arricchito il patrimonio della città, con un occhio di riguardo per la Fondazione, di cui è stata Capodelegazione per diversi anni.
Non aveva mai nascosto l’intenzione di nominare il FAI erede, pur beneficiando con lasciti numerose associazioni benefiche e culturali locali. In questi giorni è in corso l’inventario.

Destinare una parte di ciò che si possiede al FAI significa partecipare a una grande opera d’amore per le future generazioni, come ricorda il nostro Presidente Andrea Carandini:

«Il passato non è mai passato. È una torcia che illumina la via del nostro presente e una garanzia per il futuro dei nostri figli… Prepariamo una buona terra per loro».

Ti amo, perciò ti lascio

Un lascito al FAI, per l’arte, la natura, la bellezza. Per sempre.

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