Iscriviti al FAI
San Fruttuoso di Camogli: interventi di conservazione e restauro

San Fruttuoso di Camogli: interventi di conservazione e restauro

Condividi
San Fruttuoso di Camogli: interventi di conservazione e restauro
In primo piano

04 febbraio 2021

I più corposi interventi di restauro nel complesso di San Fruttuoso furono compiuti negli anni Ottanta. Dal 2013 il FAI si sta occupando di realizzare i necessari interventi di manutenzione ormai divenuti indispensabili per la tutela del complesso abbaziale perché il mare è qui protagonista, nel bene e nel male.

La donazione nel 1983 e i restauri degli anni Ottanta

Nel 1983 la famiglia Podgson Doria Pamphili donò al FAI “le tombe Doria” nel borgo di San Fruttuoso, frazione isolata di Camogli. La giovane fondazione ancora non sapeva che quelle che venivano chiamate “tombe” erano in realtà, come sottolineò Giulia Maria Crespi, ben “trentatré ettari di splendida macchia mediterranea e di coltivo ad olivi sul monte di Portofino, il celebre borgo marinaro, l’abbazia, la chiesa, la torre cinquecentesca di Andrea Doria e un tratto di costa tra i più belli e intatti della Riviera ligure. Il FAI si mise subito al lavoro: la sfida era quella di dimostrare di essere in grado di gestire un “pezzo” di natura con molti problemi e, soprattutto, con un intero paese che all’epoca contava ben 42 abitanti, parroco, ristoranti e tanti turisti.”

[…] Il complesso, che per dieci secoli fu un convento benedettino, versava quasi in stato di abbandono. […] I compiti di fronte ai quali si trovò la neonata Fondazione erano recuperare e restaurare a favore della collettività non solo un’abbazia ma un intero borgo di pescatori. Fu subito evidente che gli interventi da realizzare e il relativo impegno economico erano molto consistenti, vista la particolarità del luogo, raggiungibile, ancora oggi, solo via mare o seguendo un sentiero lungo e faticoso.

Nel 1985 l’architetto Guglielmo Mozzoni, progettista e direttore dei lavori, iniziò la grande opera di recupero del complesso abbaziale, e nel 1988 l’Abbazia di San Fruttuoso venne finalmente aperta al pubblico.

Il programma di conservazione e restauro

A distanza di oltre trentacinque anni da questo ultimo importante intervento di restauro e a quasi quarant’anni dalla donazione del Bene, il FAI ha voluto mettere a punto un programma quinquennale di interventi di conservazione e restauro sui diversi corpi di fabbrica in cui si articola il complesso, che sono stati attuati per singoli lotti a partire dal 2013. […]

I progetti sono stati definiti e redatti all’interno dell’Ufficio Restauri e Conservazione del FAI, in collaborazione con l’Università di Genova per gli aspetti di ricerca e sperimentazione e con professionisti esterni coinvolti per questioni diagnostiche e strutturali. I progetti sono stati poi perfezionati anche grazie al confronto costruttivo, sia in fase progettuale che durante i sopralluoghi, con i funzionari della Soprintendenza di Genova. […]

La prima criticità di un cantiere come quello dell’Abbazia di San Fruttuoso è l’ubicazione, raggiungibile solo via mare o con un lungo sentiero via terra. […]

Ma non si tratta solo di affrontare e risolvere problemi organizzativi, criticità di trasporto e di costi da sostenere. Si tratta anche di tenere in debita considerazione che l’elemento che unisce e divide il Borgo dal resto del mondo, ovvero il mare, è anche e soprattutto protagonista degli effetti che esso ha nel lungo periodo sui monumenti, sulle sue superfici, sulle sue finiture, e questo si esercita e materializza con la sua azione costante e aggressiva. […] Il mare quindi deve essere considerato non solo sfondo suggestivo e romantico elemento da cartolina, ma elemento che è a ridosso dei monumenti, è “sui” monumenti. Pensare costantemente sia in fase di progetto che in fase di esecuzione che il mare debba essere tenuto in considerazione ed in qualche misura temuto è di certo una peculiarità del luogo. Il mare è qui protagonista, nel bene e nel male.

Loading

La gestione del cantiere può essere ancora più critica per via delle condizioni meteo. Nell’ultimo trimestre del 2019, per esempio, ci sono stati ben pochi giorni in cui si è svolto regolarmente il servizio dei traghetti di collegamento tra San Fruttuoso e Camogli. Quando il mare è mosso difficilmente anche gli elicotteri possono volare. Il borgo è isolato e di conseguenza anche il cantiere, raggiungibile solo via terra da Portofino Vetta, con un’ora di sentiero a piedi per scendere e un’ora e mezza per salire. Quando ci sono queste condizioni ci si deve rassegnare ed attendere che il meteo migliori.

Uno degli aspetti di cui si è tenuto conto già in fase progettuale è stato, dunque, quello relativo all’installazione del cantiere, in particolare dell’esecuzione dei ponteggi. Nei costi e nelle voci di lavorazione si è dovuto valutare quanto incidesse l’uso dell’elicottero o più in generale dei trasporti non convenzionali, come il traghetto o il pontone/chiatta, sia per il trasferimento di attrezzature (tra cui ovviamente i ponteggi), sia per il trasporto di materiali da e per il cantiere. […]

Loading

Si è posta molta attenzione anche ad offerte migliorative che prevedessero l’attenzione all’ambiente, come il reimpiego dei materiali mediante la triturazione per farne inerti, oppure l’attenzione al contesto del borgo e la minimizzazione dell’impatto del cantiere sulla vita normale o sugli afflussi turistici.

Gli interventi previsti sugli stabili del borgo di San Fruttuoso sono stati programmati come azioni manutentive necessarie per evitare che il trascorrere del tempo e dell’azione degli agenti di degrado imponga in un futuro, comunque non lontano, azioni più pesanti ed incisive sui manufatti e sulla materia di cui sono costituiti. Si è partiti con gli interventi conservativi su Torre Nolare per poi dedicare l’attenzione a tutte le facciate dell’Abbazia verso il mare e interne, fino ad arrivare all’appalto in corso relativo alla Casa Canonica, edificio abitativo posto affianco all’Abbazia e alla Torre Doria, manufatto isolato e collocato in posizione strategica e dominante, eretto nel 1560 dalla famiglia Doria. Al termine del ciclo di queste strategiche manutenzioni sarà stato compiuto un passo fondamentale per il mantenimento in “salute” di questa importante porzione di patrimonio storico.

Interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico

Sulle alture circostanti il Borgo e nel suo anfiteatro naturale è in corso di ultimazione un altro importante intervento, promosso dall’Amministrazione Comunale di Camogli con l’Ente Parco del Monte di Portofino, relativo alla stabilità dei versanti e alla risoluzione di criticità idrogeologiche, che vede il FAI coinvolto, sia come proprietario di molti terreni e stabili sia come partner dell’iniziativa, con l’obiettivo di attuare una salvaguardia diffusa su un territorio che nel corso degli ultimi anni ha mostrato tutte le sue debolezze. Gli obiettivi della conservazione dei monumenti non possono essere raggiunti in contesti particolari come questo senza essere consapevoli che non ci si deve concentrare solo sui manufatti importanti e di grande attrazione, ma si deve al contempo tutelare e “curare” anche il contesto in cui essi sono ubicati e con cui si relazionano, nonché il territorio in cui si trovano e di cui sono parte. […]

Un cantiere delicato

San Fruttuoso è un luogo che affascina, che stimola, che sfida e che mette anche a dura prova. Possiamo affermare che le due imprese che hanno qui avuto modo di operare sono state con il FAI davvero interlocutori attenti ed attivi co-protagonisti di cantieri estremamente delicati con risultati del tutto positivi. Siamo convinti infatti che ogni buon risultato nell’ambito del restauro non possa che nascere della giusta sinergia e dal giusto equilibrio di tre fattori tutti fondamentali: la committenza, i tecnici (progettisti e Direzione Lavori) e l’impresa. Tutto ciò oltre al confronto costruttivo necessario e sempre utile con i funzionari di Soprintendenza coinvolti per competenze specifiche ed ambiti territoriali.

Questo ambizioso e impegnativo piano si è potuto realizzare non solo grazie al sostegno di un partner istituzionale quale Fondazione Compagnia di San Paolo, ma grazie anche all’aiuto di altri donatori privati, che hanno contribuito concretamente alla realizzazione dell’iniziativa partecipando al co-finanziamento, tra i quali ringraziamo per il generoso contributo EPTA, famiglia Nocivelli, famiglia Cataldi e i Friends of FAI (FoF).

Parti di questo articolo sono tratte da: Roberto Segattini, Nadia Sanitario, “San Fruttuoso di Camogli. Interventi di conservazione e restauro nel complesso abbaziale”, “recuperoeconservazione_magazine” numero 162, novembre-dicembre 2020, bimestrale in abbonamento.

Per visualizzare il numero 162 clicca qui.

Per informazioni su rec_magazine clicca qui.

News correlate

Registrati alla newsletter
Accedi alle informazioni per te più interessanti, a quelle inerenti i luoghi più vicini e gli eventi organizzati
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te