Parco degli Acquedotti: conoscere e vivere un luogo, avendone cura

Parco degli Acquedotti: conoscere e vivere un luogo, avendone cura

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Parco degli Acquedotti: conoscere e vivere un luogo, avendone cura
Dal territorio

17 settembre 2026

Carmine Berlino racconta l’esperienza di Retake Roma (di cui è Presidente), dalla raccolta voti nel 2024 al progetto sostenuto da FAI e Intesa Sanpaolo, fino all’Appia Day del 3 e 4 ottobre: un’occasione per scoprire il Parco degli Acquedotti e imparare a frequentarlo con maggiore consapevolezza.

Il Parco degli Acquedotti è un luogo con una grande storia, come il suo nome lascia intuire ed è certamente molto conosciuto dai romani: perché avete deciso di candidarlo al censimento dei Luoghi del Cuore?

Abbiamo scelto di candidare il Parco degli Acquedotti perché è uno di quei luoghi capaci di raccontare Roma in modo immediato: qui il patrimonio archeologico e la natura convivono all’interno della città, in uno spazio che ogni giorno viene attraversato e vissuto da tantissime persone.

Come volontari di Retake Roma lo frequentiamo e ce ne prendiamo cura da tempo. Proprio questa presenza costante ci ha permesso di conoscerne da vicino non soltanto lo straordinario valore storico, paesaggistico e ambientale, ma anche le fragilità e le necessità di tutela.

La candidatura ai Luoghi del Cuore è nata quindi dal desiderio di accendere una nuova attenzione sul Parco, coinvolgendo sempre più persone nella sua cura e promuovendone una valorizzazione rispettosa della sua identità.

Quale ruolo di “cittadinanza attiva” possono rivestire le comunità per incidere positivamente nel destino dei luoghi che fanno parte dell’identità di un territorio?

Crediamo che una comunità possa essere molto più che una semplice fruitrice di un luogo: può diventarne custode, interprete e promotrice. È questo uno dei significati più profondi della cittadinanza attiva.

Prendersi cura di un bene comune significa innanzitutto imparare a conoscerlo, riconoscerne il valore e intercettarne le fragilità. Da questa consapevolezza possono nascere relazioni tra cittadini, associazioni e istituzioni e, soprattutto, azioni concrete capaci di incidere sul territorio. Non si tratta di sostituirsi alle istituzioni, ma di collaborare con esse e costruire una responsabilità condivisa, affinché un luogo venga riconosciuto, rispettato, valorizzato e tutelato nel tempo.

La raccolta voti condotta da Retake al censimento 2024 è stata molto efficace: come l’avete realizzata?

È stata, prima di tutto, una grande azione collettiva. Abbiamo coinvolto i nostri volontari e le realtà del territorio, organizzando momenti di sensibilizzazione e di raccolta firme e approfittando delle nostre attività nel Parco per raccontarne il valore e spiegare perché fosse importante sostenerne la candidatura.

Parallelamente, attraverso i social abbiamo cercato di raggiungere un pubblico sempre più ampio. Il nostro obiettivo era fare in modo che il voto non rimanesse un semplice gesto, ma diventasse un’occasione per conoscere meglio il Parco e sentirsi parte di qualcosa di comune.

Il risultato raggiunto è stato possibile proprio grazie alla rete molto ampia di cittadini e associazioni che si è creata attorno al progetto e che ha scelto di sostenerlo.
Parco degli Acquedotti

Quali sono i principi e gli obiettivi che hanno guidato il progetto candidato da Retake sul bando post censimento e sostenuto dal programma “I Luoghi del Cuore”?

Il progetto nasce da un principio molto semplice: restituire valore a un luogo straordinario senza snaturarlo.

Intervenire in un contesto come quello del Parco degli Acquedotti significa infatti partire da ciò che già esiste, dalle sue caratteristiche e dai suoi equilibri, per migliorarne la qualità senza alterarne l’identità.

L’obiettivo è riqualificare il sistema del Laghetto e le aree circostanti, migliorandone la fruibilità e la qualità ambientale e paesaggistica ed esaltandone le caratteristiche peculiari, sempre nel rispetto dell’equilibrio di un’area protetta. Tutela, sostenibilità e partecipazione sono quindi i principi che guidano il progetto, insieme alla convinzione che la cura di un bene comune possa essere davvero efficace quando riesce a mettere in relazione cittadini, associazioni, professionisti e istituzioni.

Il Parco farà parte della manifestazione “Appia Day” il 3 e 4 ottobre: perché ne rappresenta una tappa importante e come far convivere persone ed equilibrio naturale in un grande parco urbano?

Il Parco degli Acquedotti è una tappa particolarmente significativa dell’Appia Day perché è uno dei luoghi in cui la storia dell’Appia Antica e quella della Roma contemporanea si incontrano in maniera più evidente.

Gli acquedotti raccontano il passato monumentale della città, mentre tutto intorno il Parco continua a essere uno spazio vivo, frequentato quotidianamente da migliaia di persone.

Ed è proprio questa convivenza a rappresentare la sua ricchezza e, allo stesso tempo, la sua sfida: consentire alle persone di vivere e conoscere il Parco preservandone l’equilibrio naturale e paesaggistico. Manifestazioni come l’Appia Day possono avere un ruolo prezioso proprio perché trasformano la fruizione in conoscenza: scoprire un territorio significa anche comprenderne il valore, le fragilità e imparare a frequentarlo con maggiore attenzione.

Perché vivere pienamente un luogo e rispettarlo non sono due esigenze contrapposte, ma possono e devono procedere insieme.

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