L’antico abitato di Monterano: conclusi e presentati i lavori per il suo recupero

L’antico abitato di Monterano: conclusi e presentati i lavori per il suo recupero

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L’antico abitato di Monterano: conclusi e presentati i lavori per il suo recupero
Dal territorio

20 settembre 2021

L’intervento, promosso dal Comune di Canale Monterano, è realizzato grazie al contributo messo a disposizione da FAI e Intesa Sanpaolo nell’ambito del censimento I Luoghi del Cuore 2016

Canale Monterano (RM), domenica 19 settembre 2021 - Sono stati presentati ieri mattina i lavori di restauro di alcune strutture murarie presso l’Antico Abitato di Monterano, nel cuore dell’omonima Riserva Naturale Regionale. L’intervento, promosso dal Comune di Canale Monterano, è stato reso possibile grazie al contributo di 17.000 euro stanziato da FAI e Intesa Sanpaolo nell’ambito dell’ottava edizione de I Luoghi del Cuore, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare.

L’ANTICO ABITATO: UN LUOGO RICCO DI STORIA E TRADIZIONI

Il Comune di Canale Monterano si estende alle falde del Monte Calvario a nord del Lago di Bracciano, nell’area metropolitana di Roma. Conta 4.149 abitanti e una superficie di 3.600 ettari, di cui un terzo Riserva Naturale Regionale dal 1988 (L.R.79).

È all’interno di quest’area protetta che si trova l’Antico Abitato di Monterano, paese contadino sovrastante un promontorio tufaceo realizzato probabilmente su preesistenze di Età antica, oggi disabitato e allo stato di rudere. Qui architetti e artisti illustri hanno lavorato e sperimentato soluzioni tecniche e urbanistiche, utilizzate poi in altre e più importanti committenze nella Roma barocca.

La prima fase di espansione dell’abitato risale alla prima metà del XVI secolo, ma fu dopo il 1671, con l’acquisto del feudo da parte della famiglia Altieri, che Monterano conobbe la fase di massimo sviluppo con la costruzione del Palazzo Baronale, del Convento e della Chiesa di San Bonaventura e di un complesso tessuto di edifici minori. Imponenti lavori di trasformazione dell’originario tessuto urbanistico furono realizzati sotto la direzione del grande architetto barocco Gian Lorenzo Bernini, almeno in fase iniziale, ma soprattutto di Carlo Fontana, suo collaboratore a Roma. Il paese fu abbandonato nel 1799 in seguito alle devastazioni delle truppe francesi.

Un luogo ricco di storia e tradizioni, attualmente gestito dal Comune e dall’Università Agraria di Canale Monterano, nonché uno dei siti più visitati della Riserva Naturale e dell’intera area geografica dei Monti della Tolfa. Per la sua posizione e per il suo grande fascino, è inoltre molto ricercato da produzioni cinematografiche per set con ambientazioni d’epoca: a Monterano hanno lavorato registi del calibro di Orson Welles, William Wyler, Pier Paolo Pasolini, Mario Monicelli e Ridley Scott.

LA PARTECIPAZIONE A I LUOGHI DEL CUORE

Da anni la comunità locale si è attivata per la sua conservazione e valorizzazione: i cittadini della vicina Canale Monterano partecipano come volontari alla manutenzione ordinaria e vi organizzano suggestive manifestazioni e rievocazioni storiche, come il Presepe Vivente e la Rinascita del Feudo.

Nel 2016 l’Associazione Culturale Nobile Contrada Carraiola, una delle sei contrade di Canale Monterano, ha incoraggiato la partecipazione dell’Antico abitato all’ottava edizione del censimento de “I Luoghi del Cuore” al fine di poter accendere i riflettori sulla necessità di un suo recupero e si è impegnata nella raccolta firme. I 5.327 voti raccolti, espressione dell’interesse e dell’amore di cittadini e turisti nei confronti del sito, hanno permesso al Comune di Canale di partecipare al bando che il FAI lancia dopo ogni edizione del censimento, presentando un progetto di restauro e messa in sicurezza di alcune strutture ruderali presenti nel borgo, valutato poi idoneo e finanziato con un contributo di 17.000 euro messo a disposizione da FAI e Intesa Sanpaolo.

L’intervento, ora finalmente concluso, ha riguardato tre strutture ruderali posizionate su uno dei principali percorsi di accesso all’antico abitato: Porta Gradella, la Casa della Comunità e la Chiesa di San Rocco. Il progetto appena terminato vanta un prestigioso partner scientifico: il Comune di Canale Monterano ha infatti siglato un Protocollo d’Intesa con la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio - istituita nel 1957 come Corso di Perfezionamento presso la Facoltà di Architettura della “Sapienza” Università di Roma - per la supervisione scientifica e per attività di promozione.

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GLI INTERVENTI

Un primo fondamentale passo per il miglioramento della fruizione in sicurezza di un luogo che non ha eguali per il suo fascino suggestivo, amplificato dalla perfetta armonia che lega la natura incontaminata che lo circonda e il grande valore storico e architettonico delle rovine che custodisce.- ha affermato il Vice Sindaco di Canale Monterano con delega alla Riserva Naturale, Stefano Ciferri - Dopo i molti mesi che ci hanno visti impegnati a ottenere tutte le autorizzazioni previste, possiamo finalmente gioire per la conclusione di questo intervento, reso possibile grazie al contributo de ‘I Luoghi del Cuore’, iniziativa meritoria del FAI, al quale vanno i più sinceri ringraziamenti perché ha creduto nella nostra strategia prima che nel nostro progetto ovvero conservare in qualità tutelando i beni e la loro storia. Inoltre, posso dire, che il FAI ha fatto da apripista per l’ottenimento di altri importanti finanziamenti. Non è un caso, infatti, che dopo questo progetto l’Amministrazione comunale con il sottoscritto è riuscita ad ottenere complessivamente altri 100.000,00 euro dalla Regione Lazio con i quali proseguire la realizzazione di un piano generale di conservazione dell’antico Abitato di Monterano.

Giuseppe Morganti, Presidente regionale FAI Lazio, ha commentato così il risultato a Canale MonteranoIl caso di Canale Monterano costituisce l’esito migliore del censimento dei Luoghi del Cuore, iniziativa avviata dal FAI quasi venti anni fa: il recupero e la restituzione alla cittadinanza di un bene, punto di riferimento per la sua comunità. Al tempo stesso la segnalazione della sua esistenza, del bisogno di essere conosciuto e – per usare le parole della fondatrice del FAI, Giulia Maria Crespi – apprezzato, amato, quindi rispettato.e ha proseguitoLa realizzazione del progetto di recupero e restauro degli edifici di Canale Monterano realizza nel modo più alto e pieno gli scopi del progetto “I Luoghi del Cuore”: recupero di elementi significativi del borgo che ridanno vitalità e senso al sito nel suo insieme; alta garanzia scientifica che ha goduto delle competenze e delle energie messe a disposizione dalla Scuola di Specializzazione in restauro dell’Università di Roma diretta da Daniela Esposito; efficacia dell’intervento, non ‘cattedrale nel deserto’, ma strumento per restituire uno dei principali percorsi di accesso a Monterano, non più agibile da anni proprio per il rischio di crollo dei manufatti su cui si è intervenuti con il sostegno del FAI e di Intesa Sanpaolo. La Delegazione FAI di Roma e la Presidenza Regionale FAI Lazio, a nome del FAI nazionale, sono dunque felici di unirsi alla gioia e al festeggiamento di tutti per salutare questo successo, un successo veramente di tutti.

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