La cultura è motore di bellezza, inclusione e sviluppo

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La cultura è motore di bellezza, inclusione e sviluppo
Terzo Settore

24 febbraio 2026

L’intervista a Francesca Sofia, Direttore Generale di Fondazione CDP – ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti – istituzione che ha selezionato il FAI, insieme ad altri enti del Terzo settore, per beneficiare di un importante contributo nell’ambito del bando “Per l’Italia del futuro”.

Direttore Generale, può spiegare meglio a chi ci segue, la vostra missione con riferimento in particolare all’ambito culturale?

La Fondazione CDP promuove e valorizza dal 2020 il patrimonio storico, artistico e archivistico italiano, riconoscendo nella cultura un motore di sviluppo e innovazione. Con il Piano Strategico 2026-2028 rafforziamo il sostegno alla creazione di ecosistemi culturali capaci di promuovere rigenerazione urbana e coesione sociale, attraverso spazi integrati e il riuso di immobili pubblici nei territori più fragili. Oggi sono attivi sedici Ecosistemi in tutta Italia. Centrale è anche il supporto ai giovani artisti, con oltre venti di loro coinvolti in iniziative dedicate alla produzione contemporanea e alla valorizzazione del talento.

Il 2025 è stato l’anno che ha segnato l’incontro concreto tra la Fondazione e il FAI. Cosa rende il FAI un interlocutore d’interesse per Fondazione CDP? Quali sono i punti di contatto, i valori e gli obiettivi condivisi?

La collaborazione nasce da una visione condivisa della cultura come motore di bellezza, inclusione e sviluppo, nonché leva di rigenerazione urbana ed economica. Entrambi riconosciamo il patrimonio come risorsa viva, capace di generare coesione nelle comunità. La coincidenza di valori e obiettivi rende la partnership efficace e orientata a benefici concreti per i territori.

Nel mese di marzo dello scorso anno avete lanciato il bando "Per l'Italia del Futuro" in occasione del centenario dei Buoni Fruttiferi Postali. Qual è il significato di questo anniversario e qual è la finalità di questo strumento erogativo?

Il Bando, lanciato per il centenario dei Buoni Fruttiferi Postali, sostiene progetti nazionali in tre aree tematiche: patrimonio artistico, inclusione ed educazione, ricerca in ambito salute, promuovendo approcci innovativi e sostenibili. Per la portata nazionale e la qualità dei beneficiari, l’iniziativa riflette l’impegno di Cassa Depositi e Prestiti e della sua Fondazione per la crescita culturale, sociale e scientifica del Paese, con l’obiettivo di generare un impatto sistemico e duraturo.

La Fondazione, istituita nel 2020, è ancora giovane, ma ha già finanziato in tutto il territorio italiano numerosi progetti secondo il modello delle “filantropia d’impatto”. Quali sono le novità del vostro prossimo Piano strategico?

Il nuovo Piano Strategico 2026-2028 conferma un modello orientato all’impatto, rafforzando bandi e iniziative non competitive. I bandi continueranno a stimolare progettualità sulle priorità strategiche, integrando co-progettazione e capacity-building. I risultati raggiunti evidenziano che la collaborazione con i beneficiari è un fattore critico di successo e di responsabilità verso le comunità servite. Con lo stesso spirito, parte dei fondi sarà assegnata tramite processi non competitivi, per cogliere opportunità rilevanti mantenendo una valutazione rigorosa. In definitiva, adottiamo un approccio flessibile che massimizza l’impatto, contiene i rischi, assicura trasparenza e supera la falsa dicotomia tra filantropia strategica e filantropia basata sulla fiducia.

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