20 ottobre 2020
Questo è un libro di storia, ma anche il racconto di una storia militante che narra le vittorie e le sconfitte di un gruppo di persone schierate in difesa del “Paese più bello del mondo”. Sono certo che quella sfida sia ancora e più che mai attuale e che tocchi a noi continuarla, perché ci riguarda tutti. Alberto Saibene
Sede del maggior numero di siti dell’Unesco, l’Italia è considerata dai tempi del Grand Tour “il Paese più bello del mondo”, un Paese unico per stratificazione di civiltà, testimonianze storico-artistiche, varietà di paesaggi. Questo ecosistema che era giunto più o meno intatto alla Seconda guerra mondiale si ritrovò, in un breve volgere di anni, seriamente minacciato. Più che i disastri della guerra, fu la rapidissima ricostruzione senza regole a rovinare il volto del nostro Paese.
Qualcuno cominciò a reagire: grazie all’associazione Italia Nostra, nata a Roma nel 1955, si conobbero Giulia Maria Crespi e Renato Bazzoni i quali, con la collaborazione di Antonio Cederna, organizzarono la mostra itinerante Italia da salvare (1967) che per la prima volta sensibilizzò l’opinione pubblica su questi temi. Erano e restarono una minoranza ma, dopo un primo tentativo abortito, la Crespi e Bazzoni fondarono nel 1975, insieme ad Alberto Predieri e Franco Russoli, il FAI - Fondo Ambiente Italiano.
La grande novità del FAI, una fondazione privata, rispetto a quanto c’era stato prima, era acquisire e gestire proprietà e beni per poi aprirli al pubblico, come afferma l’attuale Presidente FAI, Andrea Carandini:
La società civile non si limita a osservare ma si rimbocca le maniche e agisce nel concreto, come indica l’articolo 118 della Costituzione, nello spirito del nostro ordinamento liberal-democratico aperto e pluralista.
Dopo l’acquisto del Monastero di Torba (1977), un complesso monumentale longobardo, arrivarono proprietà di enorme valore culturale e artistico come San Fruttuoso, il Castello della Manta, la Villa del Balbianello, il Castello di Masino.
Per aumentare la popolarità si istituirono dapprima le Giornate FAI di Primavera, in cui per un fine settimana restavano aperti luoghi speciali solitamente chiusi, e, più tardi, il censimento I Luoghi del Cuore.
Oggi a distanza di anni il FAI conta oltre 200.000 iscritti, più di sessanta Beni salvati e una crescita che prosegue costante con obiettivi sempre più ambiziosi, oltre a testimoniare una nuova forma di amore per il nostro Paese.
Il libro è il racconto della salvaguardia del Patrimonio culturale e paesaggistico italiano, che Saibene ha ricostruito esplorando archivi e raccogliendo testimonianze. All’interno del volume una ricca sezione iconografica accompagna la storia del FAI, una storia di passione e responsabilità, di resistenza quotidiana e di bellezza.
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