24 febbraio 2026
Entrano nell’auditorium a gruppi, chi chiacchierando, chi finendo la merenda: sono una quarantina di ragazzi di prima, seconda e terza del Liceo Classico Botta di Ivrea, indirizzo “Beni culturali” pronti a trascorrere un paio d’ore alla scoperta di un’importante testimonianza del patrimonio storico artistico del loro territorio, il Complesso di San Bernardino ad Ivrea, donato al FAI dagli eredi Olivetti e da TIM nel 2023.
Grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, infatti, il FAI ha avviato un’ampia campagna di studi e indagini sul Bene, con l’impegno di promuoverne la valorizzazione storica e culturale, restaurandolo e adeguandone gli spazi a nuove funzioni, perché in futuro sia aperto al pubblico e divenga la sede di un racconto incentrato sulla storia della famiglia Olivetti, oltre che un centro culturale e ricreativo a beneficio della comunità locale, nello spirito della visione olivettiana.
Tra le varie attività di valorizzazione previste, una riguarda proprio il mondo della scuola, con una serie di appuntamenti rivolti alle classi del territorio, per renderle consapevoli del patrimonio culturale della loro città, approfondendo i concetti di restauro e tutela attraverso il confronto diretto con specialisti del settore, esperienza utile anche per l’orientamento alle loro future professioni.
I ragazzi hanno così scoperto, grazie al racconto della storica dell’arte Sara Martinetti, dettagli curiosi degli affreschi che ornano il tramezzo della chiesa, realizzati negli anni ’80 del Quattrocento da Giovanni Martino Spanzotti per volere dei frati minori osservanti dell’ordine francescano, che qui vivevano. Oltre alle scene tratte dalla vita di Cristo (tra cui campeggia un’enorme crocifissione), incuriosiscono le raffigurazioni delle anime dei morti nell’inferno, di fare grottesco, un vero e proprio monito a non farsi corrompere dai vizi; il registro cambia, invece, nel purgatorio, con le anime che si liberano e salgono verso il cielo, invitando i fedeli alla preghiera verso i fratelli defunti.
L’architetto Sabrina Beltramo, invece, ha mostrato mappe catastali e piante antiche sovrapposte con quelle di oggi, insieme a foto storiche dell’Archivio Olivetti che hanno consentito di ricostruire l’evoluzione del complesso dalla sua costruzione a oggi. Tutti i materiali di studio sono stati fondamentali per impostare i lavori di restauro, finalizzati al recupero complessivo di oltre 40.000 mq di edifici storici e di verde nel cuore delle architetture della città industriale di Ivrea, riconosciute patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Diamo quindi appuntamento a questi studenti per il prossimo anno scolastico, quando avranno l’occasione di approfondire ulteriormente i lavori di riqualificazione del complesso dalla viva voce dei restauratori che stanno lavorando negli edifici storici.
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