Iscriviti al FAI
Carandini e Veca: Il FAI diventi ponte tra Natura e Storia

Carandini e Veca: Il FAI diventi ponte tra Natura e Storia

Condividi
Carandini e Veca: Il FAI diventi ponte tra Natura e Storia
In primo piano

22 dicembre 2020

Negli auguri di Natale del Presidente Andrea Carandini e del Presidente del Comitato dei Garanti Salvatore Veca un messaggio unico e potente: che il FAI diventi un ponte tra Natura e Storia, gentile con l'Ambiente, il gran mosaico di Natura e Cultura.

Venerdì 18 dicembre tutto il FAI si è riunito virtualmente davanti agli schermi dei propri computer per scambiarsi gli auguri di Natale.

Il saluto di Salvatore Veca, Presidente del Comitato dei Garanti, è stato una riflessione sulle feste natalizie, un momento di pausa per meditare, senza fretta e con gentilezza, su ciò che la Natura fa da secoli: rinascere.

«Le feste di dicembre sono un insieme di riti che affondano in un tempo abissale alle nostre spalle ben prima della nascita di Cristo. La festa del Solstizio d’Inverno è la festa della Rinascita. Sono convinto che questo dicano le feste di fine anno ai credenti e ai non credenti: noi possiamo rinascere.
Nella pausa delle feste potremo dedicare un po’ di tempo a esaminare noi stessi, con gentilezza, senza fretta, a chiederci che cosa per noi è veramente importante, che cosa veramente conta nella vita. Facendo questo piccolo esercizio potremo scrutare i segni di un futuro possibile, un futuro che trascolora la paura in speranza. Nell’incertezza si apre sempre un varco per la rinascita.
E questo del resto ci suggerisce il grande ciclo della Natura dai tempi del Solstizio, quella Natura che abbiamo insultato e obliato, e questo in tandem ci narra la Storia, il grande repertorio delle culture, della varietà degli artefatti, delle opere e delle scritture umane.
Nella rinascita, gli auguri più affettuosi al FAI, che si fa ponte fra Natura e Storia, per una nuova alleanza».

Il Presidente Andrea Carandini, all’unisono con le parole di Salvatore Veca, ha illustrato la sfida del FAI che fin dalle origini è nato come ponte tra Natura e Storia e ora, che deve elaborare il lutto dei fondatori, deve portare avanti senza indugi la missione per il quale è nato:

«La A di Ambiente è al centro della parola FAI, quindi l’Ambiente è al centro dello spirito del FAI. L’Ambiente è l’unione della Natura e della Storia che è stata dalla civiltà delle macchine compromessa. La sfida del FAI è quella di riunirle in armonia tramite il ponte di una cultura che entrambe le comprenda a vantaggio di quel gran mosaico di Natura e Cultura che è per noi l’Ambiente»

Agli auguri di Andrea Carandini e Salvatore Veca si sono uniti quelli del Vicepresidente Esecutivo Marco Magnifico, che ha guidato da Villa Necchi Campiglio l’incontro virtuale, e del Direttore Generale Angelo Maramai, il quale ha raccontato con chiarezza e delicatezza i suoi undici anni alla guida della Fondazione, lasciando il timone della direzione a Davide Usai a partire del 1° gennaio 2021.

L’abbraccio conclusivo dell’incontro è stato dedicato alla fondatrice Giulia Maria Crespi attraverso le note, eseguite dal maestro Angelo Taverna, della trascrizione per pianoforte solista di Franz Liszt del movimento corale della Sinfonia n.9 Op.125 in Re Minore di Ludwig van Beethoven, l’Inno alla Gioia.

News correlate

Registrati alla newsletter
Accedi alle informazioni per te più interessanti, a quelle inerenti i luoghi più vicini e gli eventi organizzati
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te
Tutto questo non sarebbe possibile senza di te