20 dicembre 2019
Al Castello di Masino, la millenaria residenza dei conti Valperga nel cuore del Canavese, la scenografica quadreria del Salone dei Savoia è stata oggetto di una campagna fotografica e di analisi diagnostiche non invasive, in previsione del cantiere di studio e restauro.
Allestita nel Salone dei Savoia sin dall’Ottocento, la collezione raccoglie circa cento dipinti sei e settecenteschi, raffiguranti personaggi di primo piano delle corti sabauda, spagnola e francese. Accanto a tele di grande formato, che testimoniano i legami di Carlo Francesco I con Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours e il futuro duca Vittorio Amedeo, si annoverano ritratti di piccolo e medio formato e una serie di ovali con ritratti femminili che derivano dalla celebre serie delle Belle Donne realizzata da Jacob Ferdinand Voet per la nobile famiglia romana dei Chigi e più volte replicata con varianti in tutta Italia.
Le indagini sono state realizzate al fine di verificare lo stato di conservazione delle tele, e sono da considerarsi importanti attività preliminari al cantiere di restauro dei dipinti e degli affreschi parietali del salone, previsto nel 2020 e sostenuto da Deutsche Post Foundation, e funzionali alla campagna di studi che sarà condotta a partire dai primi mesi del prossimo anno dal FAI e dall’Università degli Studi di Torino, di concerto con la Soprintendenza.
Per l’occasione sono stati allestiti all'interno della sala un set fotografico e un laboratorio mobile per acquisire in loco le immagini dei dipinti in luce visibile diffusa, in luce visibile radente, in riflettografia infrarossa e fluorescenza UV. Si tratta di tecniche, dette anche di imaging multispettrale, che permettono di realizzare indagini per immagini non invasive a diverse lunghezze d’onda ovvero di rilevare la storia conservativa e materiale delle tele mettendo letteralmente in luce gli strati preparatori, le ridipinture, i precedenti interventi di restauro e la loro attuale condizione. La documentazione prodotta permetterà dunque di acquisire un nucleo di conoscenze finalizzato non solo al restauro della quadreria ma anche per all’intervento di valorizzazione dell’intero Salone.
Ulteriore attenzione alle operazioni di diagnosi e documentazione è stata raccolta grazie alla decisione di rendere accessibili le attività dei restauratori. I visitatori del Castello hanno infatti avuto la possibilità di assistere a interventi che si svolgono abitualmente a porte chiuse, scoprendo così aspetti inediti di opere che hanno potuto osservare a distanza ravvicinata in ogni loro dettaglio, retri compresi. L’intervento è stato condotto dagli operatori del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale che hanno curato l’intervento con la supervisione della Soprintendenza.
Un’opportunità, offerta a tutti, per entrare in contatto con il concreto operato della Fondazione e conoscere da vicino la ricca quadreria dei Valperga.
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