A Cortona un importante passo avanti  per la tutela di un Luogo del Cuore

A Cortona un importante passo avanti per la tutela di un Luogo del Cuore

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A Cortona un importante passo avanti per la tutela di un Luogo del Cuore
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16 ottobre 2019

Grazie al contributo messo a disposizione da FAI e Intesa Sanpaolo e alla mobilitazione di cittadini si è concluso un importante intervento di tutela per il Santuario di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio

Domenica 20 ottobre, in occasione della Festa del Calcinaio, verrà presentato al pubblico l’intervento di riordino ambientale che ha visto protagonista il Santuario di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio a Cortona (AR), ora protetto da piogge e infiltrazioni.

Il Santuario, gioiello dell’architettura rinascimentale italiana, posto ai piedi di Cortona, è un autentico Luogo del Cuore, assai caro agli abitanti, perché costituisce un simbolo dell’identità del territorio. Oggi, grazie alla mobilitazione dell’associazione Amici del Calcinaio e al contributo assegnato nell’ambito della settima edizione de “I Luoghi del Cuore, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal FAI e da Intesa Sanpaolo, è finalmente al riparo dalle potenziali offese idrauliche che ne stavano minando alcune parti strutturali.

Durante il censimento del 2014, il Santuario di Santa Maria delle Grazie del Calcinaio ha ricevuto 22.314 voti raggiungendo l’11° posto nella classifica nazionale dei "Luoghi del Cuore". Questo straordinario risultato, ottenuto anche grazie all’impegno della Delegazione FAI di Arezzo, ha permesso la partecipazione al bando per la selezione degli interventi che il FAI lancia dopo ogni edizione del censimento, ottenendo un contributo di 30.000 euro per svolgere lavori di manutenzione e cura della struttura del Santuario stesso, a cui si sono aggiunti 20.000 euro raccolti dall’associazione Amici del Calcinaio.

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Il progetto di riordino ambientale

La Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro ha presentato un progetto per la sistemazione dei canali fluviali a monte del Santuario, in particolare del cunicolo che attraversa l’edificio religioso nelle parti strutturali di fondazione. Un intervento poco appariscente ma fondamentale per la tutela del monumento, individuato come lavoro di urgenza primaria dalla Diocesi di concerto con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Siena, Grosseto e Arezzo.

Con questo intervento, sostenuto dal progetto "I Luoghi del Cuore" e appena concluso, si è voluto mantenere l’antico sistema di canalizzazione del ruscello nella posizione originaria, scongiurando però, attraverso un insieme di opere di sistemazione dei canali, le infiltrazioni e i conseguenti danni derivanti dallo scorrimento delle acque lungo e sotto le fondazioni dell’edificio. Le strutture, infatti, erose dai cinquecento anni di azione dell’acqua che lentamente ma indefessamente era penetrata nel terreno sottostante la Chiesa, presentavano ormai criticità tali da pregiudicare la statica dell’edificio.

Il progetto di regimazione delle acque nell’area circostante la Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio è stato realizzato dall’arch. Pietro Treghini e l’impresa Carlini di Cortona ha eseguito i lavori.

La Capo Delegazione FAI di Arezzo, Luigina Lomi Capria si dice molto soddisfatta di poter presenziare alla conclusione dei lavori di restauro del Santuario di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio, insieme ai cittadini e alle istituzioni che hanno direttamente ed efficacemente mantenuto l’impegno per la realizzazione dell’opera.

Un luogo da una forte identità territoriale

Il rischio idraulico riguardante l’area attorno al Santuario è antico e noto fin dal momento della sua edificazione, poiché venne deliberatamente edificato proprio nel luogo ove confluivano le acque che alimentavano le vasche contenenti calce viva (da qui il toponimo Calcinaio) per la concia delle pelli, di proprietà della Corporazione dei Calzolai di Cortona.

Su una di quelle vasche vi era un tabernacolo con l’immagine della Madonna con Bambino e fu proprio davanti ad esso che, secondo la tradizione popolare, avvenne il prodigio che originò la costruzione della chiesa: nel giorno del Venerdì Santo del 1484, due buoi si inginocchiarono dinanzi all’immagine sacra. Il fatto fu visto e immediatamente raccontato da un contadino e, nei giorni seguenti, fu un continuo accorrere di fedeli dinanzi all’immagine della Madonna.

I prodigi di guarigione furono così numerosi, soprattutto nel giorno di Pasqua, e altrettante furono le offerte fatte alla Corporazione dei Calzolai, che parve naturale – anche su richiesta di un numero sempre più crescente di fedeli a cui si aggiunse la voce di Papa Sisto IV, profondamente devoto a Maria – avviare la costruzione di una chiesa sul luogo del prodigio.

Il progetto, commissionato dalla Corporazione dei Calzolai, fu affidato nel 1485 all’architetto senese Francesco di Giorgio Martini (1439-1501) e completato nel 1549 dall’architetto Pietro di Domenico di Norbo con la costruzione della singolare cupola, analoga a quella progettata da Leonardo per il Duomo di Milano.

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