
Villa del Palco è un edificio rinascimentale circondata da un fantastico giardino all’italiana che guarda dall’alto la città di Prato. Ha vissuto nei secoli oscillando tra “il sacro e il profano”. Costruita sul finire del XIV secolo alle pendici della Calvana - l’appennino pratese - è circondata da uliveti e dal più tipico dei paesaggi della campagna toscana. Nel corso dei secoli è stata teatro di innumerevoli vicissitudini: abitazione di mercanti, di nobili e di santi, oggetto di soppressioni gianseniste, crocevia strategico nel secondo conflitto mondiale. Al suo territorio sono legate leggende, miracoli e misteri. Costruita dal mercante Francesco di Marco Datini sul finire del 1300 per farne la sua residenza di campagna, nel 1425 diventò di proprietà dei frati francescani che ampliarono la villa fino all’attuale conformazione. La villa restò un convento per i successivi trecentocinquanta anni. Dalla fine del 1700, per circa centocinquant’anni, passa nelle mani di famiglie nobili fiorentine e pratesi. Nel 1924 diviene proprietà della famiglia ebrea dei Forti che - prima di fuggire oltre oceano alla fine degli anni 30 - nasconderanno qui una parte del tesoro della Sinagoga di Firenze. Sono proprio i Forti che fanno rinascere il giardino monumentale seicentesco, oggetto peraltro di un recente e attento intervento di restauro grazie ad un finanziamento PNRR che ha consentito di riportarlo alle originarie atmosfere. Nel secondo dopo guerra Villa del Palco venne acquistata dalla Diocesi di Prato, grazie anche all’impegno dei cittadini pratesi, che contribuirono al recupero dell’edificio danneggiato dai bombardamenti. Con l’arrivo della Diocesi la villa torna così ad essere un luogo di spiritualità aperto al dialogo interreligioso come testimoniato dalla presenza del Dalai Lama durante un ritiro organizzato già negli anni ’90. Oggi è un polo culturale, ecumenico e di dialogo, un luogo che invita a ritirarsi dal mondo anche solo per un fine settimana, un pomeriggio, per riprendere fiato, rigenerarsi e ricordare ciò che è essenziale nella vita. Dal 2016 è infatti abitata ed animata da una comunità monastica, i Ricostruttori nella preghiera al Borgo, che offre percorsi spirituali, culturali, naturalistici, artistici e di cura integrale, con l’intento di accogliere la sete di spiritualità presente in ogni persona. Come centro di formazione è meta di scuole e associazioni impegnate a vario titolo in ambito educativo, sanitario e sociale che trovano qui un’ambiente ideale per un’attività didattica che si prenda a cuore la persona nella sua interezza di corpo, psiche e spirito. Durante le giornate FAI dell’autunno 2025, oltre duemila persone sono accorse alla riapertura del giardino dopo l’intervento di restauro, segno di un amore antico dei cittadini di Prato per questo luogo impregnato di storia, condivisione e spiritualità che è stato salvato anche grazie al contributo dei loro nonni o dei loro genitori. Avere cura di Villa del Palco significa dover intervenire con continui lavori di restauro. Il più urgente riguarda la facciata principale che presenta un deterioramento importante su cui si deve intervenire, non solo per motivi estetici, ma soprattutto per limitare i danni del tempo e consentire a questo luogo con un’energia fuori dal comune, di vivere pienamente il presente e poter essere tramandato - come giusto - alle generazioni future.
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