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Giornate FAI di Primavera
Sabato 5 e domenica 6 giugno 2021
I RESTI DI UNA VILLA ELLENISTICA A CAPOSOPRANO

I RESTI DI UNA VILLA ELLENISTICA A CAPOSOPRANO

GELA, CALTANISSETTA

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I RESTI DI UNA VILLA ELLENISTICA A CAPOSOPRANO

Ingresso dedicato agli iscritti FAI con possibilità di iscriversi in loco


Apertura a cura di

Delegazione FAI di Caltanissetta

Orario

Sabato: 10:00 - 19:00
Note: Turni di visita ogni 60 minuti con pausa dalle 13 alle 15. Gruppi di max 15 persone.

Note per la visita

Visita esclusiva per gli iscritti FAI. Consigliato abbigliamento comodo. Munirsi obbligatoriamente di mascherina Ffp2

Note prenotazione

Prenotazioni entro le ore 24 del 4 giugno 2021

Contributo suggerito a partire da: € 3,00

A CURA DI Delegazione FAI di Caltanissetta

Rinvenuti nel 2004 durante una campagna di scavo preventivo da parte della Soprintendenza dei BB.CC. di Caltanissetta, i resti della villa ellenistica, visibili sotto la dimora privata eccezionalmente aperta al FAI, si trovano immediatamente a ridosso sud della via Romagnoli sulla collina di Caposoprano, e costituiscono una documentazione precisa circa le fasi di regolarizzazione urbana verificatasi a Gela, antichissima colonia greca, dopo la distruzione cartaginese del 405 a.C., nello specifico a seguito della ricostruzione della città operata dal condottiero corinzio Timoleonte a partire dalla seconda metà del IV sec. a.C. Il recente rinvenimento (2012) di una struttura termale con decorazione musiva (raffigurante una Nereide), in una proprietà privata vicina a quella che visiteremo e a 400 mt circa a sud dei Bagni Greci in via Europa, è un'ulteriore dimostrazione di come tutto quanto questo versante della collina fosse in epoca ellenistica sede di abitazioni destinate ad una utenza selezionata ed alquanto esigente.

E' con Timoleonte quindi fino all'intervento di Agatocle (311-307 a.C.) che Gela manifesta una ripresa edilizia di tutto rispetto, facendo in particolare del versante occidentale della collina (quartiere Caposoprano) luogo di abitazioni di un certo prestigio (dalle ricerche si evince che i quartieri di abitazione presentano isolati separati da strade ortogonali con orientamento NE-SO). Lo stanno a dimostrare la Villa Jacona (ora Greca), dagli ambienti elegantemente decorati e dalla ricca suppellettile scavata negli anni '50 del secolo scorso; gli ambienti in pietrame in via Morselli (nell'area compresa tra via Meli e via Candioto); gli ambienti relativi ad un grande abitato residenziale di epoca ellenistica rinvenuto sempre in via Romagnoli; e quelli, appunto, rinvenuti sotto la proprietà aperta nelle Giornate FAI a 50 mt ca a est della precedente

Ad accomunare tutte queste strutture è il fatto che sono state rinvenute a sud della via Romagnoli, in un contesto topografico e scenografico dal forte impatto visivo, prospettati come sono sul mare, su un terrazzamento da cui si poteva dominare l'area portuale che in epoca ellenistica doveva sorgere, probabilmente, dove ora è il Porto Rifugio. I resti della villa ellenistica sono testimonianza di un progetto unitario di sistemazione e di organizzazione urbanistica della città di Gela in età ellenistica. Come avviene di sovente, anche lo scavo dell'abitato è frutto di indagini preventive a seguito dell'edificazione della casa del proprietario (2004), la cui disponibilità nei confronti della Soprintendenza ha consentito una lineare fase degli scavi, culminati nella fruibilità al pubblico e agli studiosi delle emergenze rinvenute.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

L'apertura dei resti della villa ellenistica, per un solo giorno nelle Giornate FAI, consentirà la scoperta di alcuni ambienti eccezionali, mai aperti al pubblico. Tramite una passerella realizzata dai proprietari sarà possibile visionare i brani di mura con pietrame irregolare frammisto a tegole delimitanti una serie di ambienti pertinenti ad una villa privata; ognuno di questi era coperto da un crollo di tegole originario costituito da eleganti tegole quadrangolari alcuni col foro centrale per la fuoriuscita del fumo; la rimozione delle quali ha consentito il recupero, tra l'altro, di frammenti di anfore acrome e alcune monete corinzie bronzee di epoca timoleontea. Un saggio aperto sotto il piano di calpestio degli ambienti, costituito da una piattaforma di argilla, ha rivelato come la villa fosse stata costruita direttamente sullo strato sabbia tipica di Gela: evidentemente la si voleva costruire proprio su questo punto, gettando una piattaforma rigida (di argilla, sabbia e tritume ceramico) sul quale impostare i muri! Una porzione di fornetto in concotto e addossato ad un paramento murario è stato interpretato come contesto di cottura datato ad un periodo dopo la distruzione e l'abbandono della villa (quasi sicuramente a seguito dell'ultima catastrofe di Gela ad opera di Finzia nel 282).

Testo scritto da dott. Angelo Mondo

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VILLA ELLENISTICA A CAPOSOPRANO

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