Grazie a una fune, il traghetto leonardesco collega la sponda lecchese con quella bergamasca dell’Adda: un singolare mezzo di trasporto che è anche simbolo di unione e identità per il territorio.
In funzione da almeno cinque secoli, il “Traghetto di Leonardo”, simbolo di Imbersago, è stato mezzo di trasporto tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia fino alla fine del Settecento, quando il fiume Adda ne segnava il confine e ancora per un secolo avrebbe rappresentato un imprescindibile collegamento per il transito di persone e merci tra le due sponde.
Questa tipologia di traghetti, un tempo utilizzata in diversi punti del fiume, era già esistente nel Quattrocento, ma certamente colpì Leonardo, in un periodo in cui si dedicava con intensità agli studi idraulici. Il disegno del traghetto compare, infatti, in un foglio del Codice Windsor datato 1513, dopo i soggiorni dell’artista fiorentino a Vaprio d'Adda, ospite nella villa del duca Gerolamo Melzi. La data del disegno coincide con il riavvio della gestione del porto di Imbersago da parte della famiglia Landriani, che ottenne il diritto di traghettamento col relativo pedaggio.
Passata a diverse famiglie nobili, la gestione del porto e del traghetto è infine pervenuta al Comune e oggi quello di Imbersago è l’unico esemplare ancora in funzione, sebbene a uso principalmente educativo e turistico. La costruzione del primo ponte a Paderno d’Adda, nel 1889, vanificò infatti la necessità dei traghetti.
Il meccanismo di funzionamento è tanto ingegnoso quanto semplice: tra le due sponde è teso un cavo – oggi d’acciaio, un tempo si trattava di una semplice fune - al quale il traghetto è fissato. L’imbarcazione, manovrata da una sola persona, trae il proprio movimento direttamente dalla corrente: è sufficiente disporre i due scafi in posizione obliqua rispetto al flusso dell’acqua perché la spinta naturale permetta la traversata, senza bisogno di un motore. Costruito in legno, se lo si legge in una prospettiva contemporanea risulta essere un mezzo pienamente ecologico e sostenibile, che si inserisce perfettamente nel contesto ambientale.
Rimasto senza traghettatori, nel 2024 il Sindaco di Imbersago ha preso il brevetto per mantenerlo in utilizzo.