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SORANO LA CITTA DEL TUFO

SORANO LA CITTA DEL TUFO

SORANO, GROSSETO

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SORANO LA CITTA DEL TUFO

Narrate, gente, la vostra terra: ascolta il racconto di Laura Filoni

La storia Le prime documentazioni storiche attinenti al centro di Sorano risalgono al III sec. a.C., periodo in cui comincia la conquista romana dell’Etruria. La fase etrusca di questo paese, come indicano gli scarsi e poveri ritrovamenti archeologici, si deve essere consumata all’ombra della vicina Sovana, città ben più fiorente e politicamente più importante. Della fase romana di Sorano, alla quale dovrebbe risalire lo stesso nome, non si hanno grandi tracce, tranne il ritrovamento di numerosissimi "colombari", che inducono comunque a pensare ad un primo e basilare insediamento ancora una volta sotto la giurisdizione di Sovana eretta a "municipium". Il territorio Il territorio di Sorano è situato sul versante ovest del gruppo collinare che sale molto lentamente dalla valle del fiume Fiora fino ai Monti Volsini, frangia settentrionale del cono vulcanico del lago di Bolsena. L’area è caratterizzata da ampi pianori tufacei di circa 300/400 metri di altitudine originatisi in seguito all’attività del distretto vulcanico vulsineo. Le ceneri proiettate dal vulcano si espansero formando una spessa coltre di tufi stratificati di varia consistenza e colore, ricoprenti terreni sabbiosi, ghiaiosi e argillosi di epoca quaternaria e pliocenica. L’ampio tavolato creatosi tra i 600 mila e i 100 mila anni fa è attraversato da numerosi corsi d’acqua, come la Lente, i quali formano strette vallate dai fianchi assai ripidi. I numerosi ripiani sono quasi privi di vegetazione ed interessati da coltivazioni irrigue, da vigneti e oliveti. Buona parte del territorio è coperta dalla macchia mediterranea costituita da bosco ceduo con numerose querce, lecci, noccioli e faggi. Nelle zone più elevate e fresche del territorio come per esempio a Montevitozzo sono presenti i boschi di faggio. Molte sono anche le piante officinali spontanee come la rosa canina, il fiordaliso, il mentastro, la malva, la salvia etc.. Mentre per quanto riguarda la fauna si segnalano: la lontra, il lupo, la martora, l’istrice, la nutria, la lepre, il capriolo, il cinghiale. Molti sono i rapaci notturni come il biancone, il nibbio e poi anatre, aironi, tra i pesci barbi, cavedani, trote fario, e tra le specie immesse dall’uomo il gambero di fiume.

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La storia Le prime documentazioni storiche attinenti al centro di Sorano risalgono al III sec. a.C., periodo in cui comincia la conquista romana dell’Etruria. La fase etrusca di questo paese, come indicano gli scarsi e poveri ritrovamenti archeologici, si deve essere consumata all’ombra della vicina Sovana, città ben più fiorente e politicamente più importante. Della fase romana di Sorano, alla quale dovrebbe risalire lo stesso nome, non si hanno grandi tracce, tranne il ritrovamento di numerosissimi "colombari", che inducono comunque a pensare ad un primo e basilare insediamento ancora una volta sotto la giurisdizione di Sovana eretta a "municipium". Il territorio Il territorio di Sorano è situato sul versante ovest del gruppo collinare che sale molto lentamente dalla valle del fiume Fiora fino ai Monti Volsini, frangia settentrionale del cono vulcanico del lago di Bolsena. L’area è caratterizzata da ampi pianori tufacei di circa 300/400 metri di altitudine originatisi in seguito all’attività del distretto vulcanico vulsineo. Le ceneri proiettate dal vulcano si espansero formando una spessa coltre di tufi stratificati di varia consistenza e colore, ricoprenti terreni sabbiosi, ghiaiosi e argillosi di epoca quaternaria e pliocenica. L’ampio tavolato creatosi tra i 600 mila e i 100 mila anni fa è attraversato da numerosi corsi d’acqua, come la Lente, i quali formano strette vallate dai fianchi assai ripidi. I numerosi ripiani sono quasi privi di vegetazione ed interessati da coltivazioni irrigue, da vigneti e oliveti. Buona parte del territorio è coperta dalla macchia mediterranea costituita da bosco ceduo con numerose querce, lecci, noccioli e faggi. Nelle zone più elevate e fresche del territorio come per esempio a Montevitozzo sono presenti i boschi di faggio. Molte sono anche le piante officinali spontanee come la rosa canina, il fiordaliso, il mentastro, la malva, la salvia etc.. Mentre per quanto riguarda la fauna si segnalano: la lontra, il lupo, la martora, l’istrice, la nutria, la lepre, il capriolo, il cinghiale. Molti sono i rapaci notturni come il biancone, il nibbio e poi anatre, aironi, tra i pesci barbi, cavedani, trote fario, e tra le specie immesse dall’uomo il gambero di fiume.
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