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SANTUARIO DELLA MADONNA DEL CASTELLO

SANTUARIO DELLA MADONNA DEL CASTELLO

CARPENEDOLO, BRESCIA

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SANTUARIO DELLA MADONNA DEL CASTELLO

Arroccato sul colle che domina Carpenedolo, dove un tempo sorgeva una rocca medievale distrutta nel 1413, il Santuario della Madonna Immacolata Santa Maria del Castello si distingue nel panorama della pianura bresciana dal 1653. Non si tratta solo di un punto di riferimento visivo, ma del fulcro storico e identitario della comunità locale. In tutta la provincia di Brescia, è l'unico santuario interamente dedicato all'Immacolata Concezione, un legame devozionale che ne ha guidato lo sviluppo nei secoli.

L'interno si presenta come un palinsesto architettonico in cui l'arte barocca lombarda accoglie testimonianze dal tardo Medioevo fino al Novecento. All'esterno, lungo la scalinata d'accesso, una nicchia protegge l'affresco dell'Immacolata di Luigi Trecourt (1856 circa). Il coro custodisce il nucleo originario del culto: un affresco tardo-medievale raffigurante la Madonna del Castello. L'elemento di maggiore impatto è il monumentale ciborio dietro l'altare maggiore, con quattro gruppi di colonne, ricca trabeazione, statue di angeli e delle quattro virtù cardinali, firmato in stucco da Andrea Solari. La quadreria comprende la Natività di Gesù e la Visitazione di Francesco Maffei (1647 circa), la Beata Vergine con il Bambino di Pietro Ricchi detto "il Lucchese" (1650 circa), una tela di Luigi Sigurtà (1760) e l'ottocentesca Estasi di San Filippo. Il soffitto reca i dipinti di Vittorio e Giuseppe Trainini; la volta della sacrestia è affrescata da Simone Butti. Nello spazio museale interno è esposta la tela San Lorenzo con i santi Giovanni Battista e Pietro, siglata "Camillus", ricondotta alla cerchia di Camillo Procaccini.

Il patrimonio versa oggi in uno stato di vulnerabilità: infiltrazioni d'acqua e umidità risalente dal terreno stanno degradando stucchi, affreschi e tele. La candidatura al censimento "I Luoghi del Cuore FAI" nasce per rispondere a questa emergenza, unendo le forze del Comitato Spontaneo di Cittadini, della Parrocchia, di Simone Butti A.P.S., del Comune, della Pro Loco e delle associazioni di Carpenedolo. La comunità locale si è già attivata concretamente: il restauro dell'affresco del Trecourt è stato coperto da una donazione privata, il risanamento e la sistemazione del museo sono stati possibili grazie al lavoro dei volontari e Simone Butti A.P.S. ha finanziato il ripristino della volta della sacrestia. Il progetto si pone tre obiettivi concreti: il risanamento edilizio per bloccare l'umidità, il restauro conservativo delle colonne in scagliola e la pulitura dei dipinti. Si mira inoltre a una valorizzazione culturale che inserisca il Santuario in circuiti più ampi, garantendo una fruizione approfondita della sua storia. Votare il sito significa dare una possibilità concreta di conservazione a un pezzo significativo del patrimonio storico bresciano.

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Arroccato sul colle che domina Carpenedolo, dove un tempo sorgeva una rocca medievale distrutta nel 1413, il Santuario della Madonna Immacolata Santa Maria del Castello si distingue nel panorama della pianura bresciana dal 1653. Non si tratta solo di un punto di riferimento visivo, ma del fulcro storico e identitario della comunità locale. In tutta la provincia di Brescia, è l'unico santuario interamente dedicato all'Immacolata Concezione, un legame devozionale che ne ha guidato lo sviluppo nei secoli.

L'interno si presenta come un palinsesto architettonico in cui l'arte barocca lombarda accoglie testimonianze dal tardo Medioevo fino al Novecento. All'esterno, lungo la scalinata d'accesso, una nicchia protegge l'affresco dell'Immacolata di Luigi Trecourt (1856 circa). Il coro custodisce il nucleo originario del culto: un affresco tardo-medievale raffigurante la Madonna del Castello. L'elemento di maggiore impatto è il monumentale ciborio dietro l'altare maggiore, con quattro gruppi di colonne, ricca trabeazione, statue di angeli e delle quattro virtù cardinali, firmato in stucco da Andrea Solari. La quadreria comprende la Natività di Gesù e la Visitazione di Francesco Maffei (1647 circa), la Beata Vergine con il Bambino di Pietro Ricchi detto "il Lucchese" (1650 circa), una tela di Luigi Sigurtà (1760) e l'ottocentesca Estasi di San Filippo. Il soffitto reca i dipinti di Vittorio e Giuseppe Trainini; la volta della sacrestia è affrescata da Simone Butti. Nello spazio museale interno è esposta la tela San Lorenzo con i santi Giovanni Battista e Pietro, siglata "Camillus", ricondotta alla cerchia di Camillo Procaccini.

Il patrimonio versa oggi in uno stato di vulnerabilità: infiltrazioni d'acqua e umidità risalente dal terreno stanno degradando stucchi, affreschi e tele. La candidatura al censimento "I Luoghi del Cuore FAI" nasce per rispondere a questa emergenza, unendo le forze del Comitato Spontaneo di Cittadini, della Parrocchia, di Simone Butti A.P.S., del Comune, della Pro Loco e delle associazioni di Carpenedolo. La comunità locale si è già attivata concretamente: il restauro dell'affresco del Trecourt è stato coperto da una donazione privata, il risanamento e la sistemazione del museo sono stati possibili grazie al lavoro dei volontari e Simone Butti A.P.S. ha finanziato il ripristino della volta della sacrestia. Il progetto si pone tre obiettivi concreti: il risanamento edilizio per bloccare l'umidità, il restauro conservativo delle colonne in scagliola e la pulitura dei dipinti. Si mira inoltre a una valorizzazione culturale che inserisca il Santuario in circuiti più ampi, garantendo una fruizione approfondita della sua storia. Votare il sito significa dare una possibilità concreta di conservazione a un pezzo significativo del patrimonio storico bresciano.

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