
Antonio De Curtis – in arte Totò – non ha bisogno di presentazioni. Il suo nome, la sua fama lo precedono non solo a Napoli ma nel mondo. Nell'arco della sua carriera ha senz'altro saputo portare con sè, all'interno della macchina cinematografica, le parti più affascinanti della sua città. Totò non ha mai dimenticato il luogo nel quale è nato, uno dei quartieri più ricchi di storia e umanità di Napoli: il Rione Sanità.
L'ha sempre portato nel cuore, tanto da tornarvi e in quelle occasioni lasciare dei soldi sotto l'uscio delle porte di famiglie meno abbienti. Nel Rione Sanità, in Via Santa Maria Antesaecula, è ubicata ancora la sua casa natale dove il Principe della risata ha vissuto fino all'età di 24 anni.
Raccontava egli stesso: Sono nato in rione Sanità, il più famoso di Napoli. Quel rione ha nome, in verità, Stella, e sta intorno alla Stazione, ma per le buone arie lo chiamano tutti Sanità. La domenica pomeriggio le famiglie napoletane usavano riunirsi nelle case dell'una o dell'altra, e là chi suonava la chitarra, chi diceva la poesia, e chi cantava. Erano riunioni per bene, niente pomiciamenti. I giovanotti guardavano le ragazze, gli tenevano la mano, si innamoravano. Niente schifezze. E così si passava il tempo divagandosi. Io facevo scenette comiche, per gioco. Fu così che cominciai. Finchè mi presi la cotta per la sciantosa e mi buttai.
NOTA FAI
Il progetto di realizzare un museo dedicato a Totò nel Rione Sanità, che diede i natali all’attore, è più che decennale ed è fortemente sentito dalla popolazione, non solo del quartiere, ma dell’intera città, come testimoniato dall’enorme mobilitazione registrata in occasione del censimento Luoghi del Cuore 2012, che ha riportato all'attenzione delle istituzioni l'emergenza di questo luogo inducendo la commissione stessa a protendere per la scelta del Museo di Totò come luogo da finanziare nell'ambito delle Linee Guida per la selezione degli interventi nel 2013. Il contributo risulta oggi REVOCATO.
Nonostante le due proroghe concesse, infatti, non è stato dato corso alla richiesta, vincolante per la concessione del contributo FAI, di costituire "una Fondazione o un altro ente gestore, partecipato naturalmente da tutti i portatori di interesse, a cui legare formalmente la proprietà degli spazi e della collezione (…), onde garantire durata e sostenibilità del museo". La proprietà degli spazi e della collezione continuano a rimanere in capo a enti diversi.
Il contributo è stato pertanto riassegnato in base alla graduatoria dei Luoghi "ammessi ma non finanziati" nell’ambito delle Linee Guida 2013
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